Annunci sono attesi solo al termine di due riunioni al vertice indette per giovedì, ma i media tedeschi sono già sicuri: Volkswagen (VW), il maggiore gruppo automobilistico d'Europa, acquisirà il controllo totale del superindebitato produttore di auto di lusso Porsche.
Secondo varie fonti rilanciate dal settimanale Der Spiegel e dall'agenzia DPA, c'è ormai un accordo in questo senso fra le due famiglie rivali dell'azienda delle sportive di superlusso di Stoccarda, i Porsche ed i Piech di cui è capo Ferdinand, ex numero uno operativo e attuale presidente del consiglio di sorveglianza di Volkswagen.
Dovrebbe dunque essere questo l'esito di uno dei due casi che tengono viva l'attenzione sulle sorti dell'industria automobilistica tedesca: l'altro è quello della cessione della malandata Opel per la quale è tornata ad evidenziarsi oggi una frattura all'interno del governo tedesco, in cui il ministro dell'economia Karl-Theodor zu Guttenberg frena il resto dell'esecutivo che vorrebbe dare subito un via libera alla cordata russo-canadese guidata da Magna.
Nel caso di Porsche, si è appreso che il gruppo Volkswagen intende acquisire subito una quota del 49% di Porsche e, "in un secondo momento" non meglio precisato, il resto delle azioni pagando "circa otto miliardi di euro": una somma che estinguerebbe quasi totalmente il debito contratto dal fin troppo dinamico marchio di lusso scalando in borsa il capitale della ben più grande Volkswagen. Secondo diverse fonti, l'aggiunta di Porsche ai nove marchi già controllati da Volkswagen (tra cui cui Audi e Lamborghini) era sempre stata nel mirino di Piech che in tal modo celebrerebbe una propria vittoria personale.
Alla fine dell'operazione, sostiene lo Spiegel, le due famiglie controlleranno "più del 50%" del nuovo gruppo VW-Porsche, con la Regione della Bassa Sassonia sempre al 20%. All'emirato del Qatar (altro protagonista delle indiscrezioni di questi mesi attorno alla sorte di Porsche) andrebbe un pacchetto fra 14,9% ed il 19,9%. Nella nuova struttura non ci sarebbe posto per l'attuale numero uno di Porsche, Wendelin Wiedeking, che indiscrezioni vogliono imminente dimissionario con una buonuscita di 100 milioni di euro pari solo a quella finora record, per la Germania, di Gerhard Bruckermann (ex-capo della statale Depfa Bank).
Sul fronte Opel, sempre secondo Spiegel, vi è stata un decisiva presentazione dell'offerta di Magna che ha definitivamente convinto il governo di Berlino a promettere al gruppo austro-canadese le indispensabili garanzie e prestiti pubblici da 4,5 miliardi di euro viste soprattutto le promesse di non chiudere i quattro stabilimenti tedeschi della controllata di General Motors. Il ministro Guttenberg, in dichiarazioni ad un giornale, ha però insistito nella sua battaglia contro decisioni affrettate: "non ci faremo mettere sotto pressione", ha detto, "bisogna fare di più per ridurre il rischio di uno squilibrio fra capitali propri e quelli presi a prestito".
ATS