ESTERO | 13.10.2009 | 20:58
 
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Musica: a Domingo il milione del Nobel della lirica

Nella città dove ogni anno si celebrano i Nobel è nato un nuovo, ambitissimo premio dedicato alla musica operistica, ai campioni del bel canto, ai più grandi direttori: un premio da un milione di dollari. È nato per volontà (e iniziativa finanziaria) di una leggendaria soprano svedese, Birgit Nilsson (1918-2005), che negli anni '90 ha costituito una fondazione che porta il suo nome e si propone di sostenere la musica lirica al più alto livello, assegnando il munifico premio ogni due o tre anni.

Oggi, sul palcoscenico dell'Opera di Stoccolma, tutto un tripudio di stucchi dorati, davanti a mille vip in smoking a mezzo governo e al re e alla regina, il premio è stato consegnato per la prima volta ad un campione della musica lirica: Placido Domingo, tenore da record (oltre 130 personaggi in repertorio, applausi da guinness) ma anche direttore di livello internazionale, responsabile artistico di grandi istituzioni, insegnante carismatico di nuove generazioni di artisti. Non si poteva trovare di meglio per assegnare quello che già viene voglia di chiamare il "Nobel dell'opera lirica".

Del resto a indicare il primo artista da premiare fu proprio la Birgit Nilsson, poco prima di morire: una circostanza importante per il vincitore, rivelata oggi da Rutbert Reisch, il presidente della fondazione Nilsson: "per Domingo - ha detto Reisch - la signore Nilsson aveva una straordinaria ammirazione come musicista, come direttore e come animatore di iniziative umanitarie". Ammirazione ricambiata: "lei - dice Domingo - impersonava l'eccellenza musicale ed ogni volta che sono stato in scena accanto a lei, sono stato sopraffatto dalla sua voce, tanto che quasi dimenticavo di cantare la mia parte".

"Emozione, tristezza e rimpianto per una grande artista - aggiunge Domingo -. Una donna che ha influenzato la mia carriera, anche se ci siamo incontrati poche volte: all'Arena di Verona per la Turandot e al Metropolitan per la stessa opera e in poche altre occasioni. Ma abbiamo passato tante ore insieme: lei era una donna eccezionale e molto spiritosa. Diceva "passiamo tante ore in palcoscenico. L'opera è lunga. La vita é breve. Ma Wagner è più lungo di tutti".

Cosa farà Domingo con il suo milione di dollari, lo ha spiegato lui stesso: investirà in giovani artisti e rafforzerà il concorso per voci nuove che ha fondato anni fa e che si chiama Operalia".

Tra i discorsi ufficiali, brani di opera eseguiti dalla soprano Nina Stemme con l'orchestra reale svedese; e sopratutto con due citazioni filmate di Otello e di Turandot, la cerimonia é stata un insieme di fasto e di controllata passione, come si conviene ad una serata di arte in Svezia. Ma brillavano il sorriso mediterraneo, la gioia sincera, quasi fanciullesca, del grande Domingo, che aggiungeva un nuovo trionfo alla lunga serie dei suoi successi, che dura da almeno 40 anni.

Nato nel popolare barrio di Salamanca a Madrid nel 1941, Domingo ha debuttato a 20 anni come Alfredo nella Traviata. Da allora non si è fermato più per centinaia e centinaia di serate dedicate a Mozart e Verdi, a Berilioz e Puccini, fino a Wagner, sempre in scena e in sei lingue diverse. Per non dire della grande popolarità internazionale conquistata con la serie dei concerti dei tre tenori, creata con i colleghi Luciano Pavarotti e José Carrera.


ATS





 
 
 

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