
I dazi di Donald Trump stanno spazzando via 2'000 miliardi di dollari di valore da Wall Street. Per Apple stanno andando in fumo 274,0 miliardi di dollari, per Amazon 181,9 miliardi e per Nvidia 143,4 miliardi. Meta invece sta perdendo 143,4 miliardi, mentre Microsoft e Google 69,1 miliardi ciascuna. Anche il petrolio affonda sotto il peso dei dazi. Il Wti perde il 7,61% a 66,25 dollari al barile, mentre il Brent cede il 7% a 69,67 dollari.
Dollaro e valute digitali
Si indebolisce ulteriormente il dollaro a meno di 0,9 euro e di 0,76 sterline, mentre inverte la rotta l'oro (+0,8% a 3'120,83 dollari l'oncia), che si mantiene sui massimi. Anche il Bitcoin è in calo con i dazi di Donald Trump. La criptovaluta perde oltre il 4,5% e scivola sotto gli 82'000 dollari. In calo anche le altre valute digitali, quali Ether.
I rischi di una recessione negli USA
Secondo l'agenzia Fitch Rating, "i dazi aumentano significativamente i rischi di una recessione negli Stati Uniti". In una nota odierna, l'agenzia di rating sottolinea che la crescita americana sarà quest'anno più lenta dell'1,7% previsto in marzo a causa dei dazi. Sempre secondo Fitch, le tariffe si tradurranno in più alti prezzi al consumo e utili societari più bassi. "I dazi americani hanno raggiunto livelli tali che stanno trasformando le prospettive economiche globali, aumentando significativamente i rischi di recessione negli Stati Uniti e limitando la capacità delle Fed di ridurre ulteriormente i tassi", mette in evidenza Fitch Rating.
Borsa svizzera chiude in forte ribasso: SMI -2,45%
Anche la borsa svizzera ha chiuso in forte ribasso una seduta tutta trascorsa a valutare la martellata inferta dai dazi decisi dal presidente americano Donald Trump: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 12'279,48 punti, in flessione del 2,45% rispetto a ieri. Si è trattato della seconda seduta peggiore dell'anno. L'SMI vede così erodersi ulteriormente una performance annuale che ancora alcune settimane or sono era entusiasmante. Al momento la progressione del 2025 è comunque ancora di tutto rispetto, pari al 6%.
Non tutti i paesi colpiti allo stesso modo
Tutte le piazze mondiali si sono trovate oggi sotto pressione all'indomani degli annunci del governo americano. Il mega pacchetto di balzelli doganali non colpisce tutti i partner commerciali degli Stati Uniti allo stesso modo: oltre al 10% che si applicherà alle importazioni di ogni paese sono previsti singoli prelievi punitivi, a seconda che i rispettivi stati abbiano barriere commerciali particolarmente elevate per i prodotti americani, dal punto di vista di Washington. Per la Svizzera i dazi sono molto alti, pari al 31%, più che per l'Unione europea, al 20%. La Cina è al 34%.
Profitti delle imprese in pericolo
"Donald Trump sta iniziando una guerra commerciale globale", ha commentato un operatore. "I provvedimenti previsti superano i peggiori timori". Potrebbe essere la fine dell'era del libero commercio, con effetti sull'insieme dell'economia mondiale. Molto dipenderà anche dalle reazioni dei vari paesi - la Svizzera ha deciso per il momento di non procedere a contromisure - ma una cosa appare sin da subito chiara: i profitti delle imprese sono in pericolo e i corsi azionari riflettono questo stato di cose.
Corsa all'oro e rafforzamento del franco
La ricerca di un porto sicuro ha provocato in un primo tempo una corsa all'oro, che la notte scorsa è salito a un nuovo record, per poi però ripiegare, e ha rafforzato il franco: la moneta elvetica si è rivalutata del 3% rispetto al dollaro e dell'1% nei confronti dell'euro. Male ha reagito anche il bitcoin, sceso del 4% a 81'800 dollari.
Come hanno reagito le imprese svizzere
A livello di singoli titoli in Svizzera è crollata Logitech (-16,53% a 63,00 franchi): il fabbricante di periferiche di computer produce in Cina, Taiwan, Malaysia e Vietnam, tutti paesi interessati dalla scure di Trump. L'ondata di vendite ha interessato anche Kühne+Nagel (-8,49% a 185,50 franchi), che dovrebbe perdere lucrativi contratti in caso di una diminuzione dei flussi mondiali di merci. In profondo rosso si sono comunque trovati anche altri valori particolarmente sensibili ai cicli economici come ABB (-6,23% a 42,88 franchi), Holcim (-5,13% a 90,68 franchi) e Sika (-4,55% a 203,60 franchi).
La giornata si è rivelata da dimenticare, nel comparto finanziario, pure per UBS (-8,33% a 24,55 franchi) e Partners Group (-6,58% a 1164,00 franchi), mentre si sono difesi un po' meglio gli assicurativi Swiss Life (-0,76% a 806,20 franchi), Swiss Re (-1,35% a 149,95 franchi) e Zurich (-1,97% a 607,60 franchi).
In controtendenza si è invece trovata Novartis (+0,50% a 97,30 franchi), favorita dal fatto che i prodotti farmaceutici non dovrebbero essere sottoposti ai dazi americani. Roche (-2,89% a 278,50 franchi) non è stata in grado di seguire il concorrente perché zavorrata da uno studio clinico negativo relativo al suo preparato Ocrevus, un farmaco contro la sclerosi multipla.
In un contesto che vedeva gli investitori propensi a tenere la testa bassa in trincea hanno brillato le azioni spiccatamente difensive, come quelle di Nestlé (+0,96% a 90,66 franchi) e soprattutto di Swisscom (+3,70% a 532,50 franchi).
Nel mercato allargato va segnalata perlomeno Swatch (-6,14% a 138,35 franchi), che ha subito in pieno il contraccolpo dei provvedimenti adottati a Washington.