
L'allarme siccità peggiora nell'area Padana, e in Piemonte sono saliti da 7 a 19 i comuni che stanno soffrendo la sete. Il deficit di acqua preoccupa "per i prossimi mesi", con l'avvio della stagione agricola per l'irrigazione dei campi, avverte l'Osservatorio permanente dell'Autorità del Fiume Po facendo il punto al termine della seconda riunione a Parma con rappresentanti di ministeri, regioni del distretto del Po, stakeholder e agenzie di monitoraggio. In attesa di un "decreto acqua" del governo, annunciato ieri dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti italiano, Matteo Salvini nel consiglio dei ministri della prossima settimana, il quadro delle riserve non promette nulla di buono. "La crisi idrica non molla la presa" soprattutto nei territori Piemontese e Lombardo dove c'è un "conclamato stress" già evidenziato un mese fa e peggiorato nelle ultime settimane.
-85% di precipitazioni
In Piemonte, dove c'è un deficit di precipitazioni fino a -85% esclusa l'area del Cuneese, in un mese sono passati da sette a una ventina i comuni "al massimo livello di severità idrica" e poiché non sono attese piogge intense nelle prossime settimane la situazione è destinata a peggiorare, ha avvertito Utilitalia (la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche) al tavolo dell'Osservatorio. In particolare, nei 19 comuni ci sono "criticità su una parte significativa dell'abitato" tanto che si provvede a "integrare i serbatoi dei gestori con autobotti". Sempre in Piemonte, ha spiegato Utilitalia, altri 141 comuni sono al livello 2 (severità media con criticità limitate) e 388 al livello 3 (severità bassa), mentre 1'922 comuni si collocano al livello 4 (severità normale). Sia per l'uso potabile sia per quello agricolo, durante la riunione è stata richiamata la necessità di sensibilizzare la popolazione a un uso "equilibrato" dell'acqua.
Garda al 25% di riempimento
Anche i laghi soffrono, con il Garda riempito solo al 25% e il lago Maggiore pieno al 41,5%: l'ente regolatore conferma la scarsità di risorsa nei bacini di valle "come mai negli ultimi 16 anni". L'Associazione dei consorzi di bonifica (Anbi) ha chiesto di accumulare, quanto prima, parte dell'acqua oggi disponibile nelle reti di canalizzazioni dei consorzi, in anticipo sulla consueta stagionalità, per migliorare i benefici "per le falde e i pozzi ad uso agricolo, ma anche per habitat e biodiversità". Il segretario generale di AdBPo, Alessandro Bratti, ha osservato che "il quadro complessivo delle derivazioni e concessioni è ancora frammentato" e sono quindi necessari "confronto e dati ufficiali delle Agenzie regionali". E torna l'allarme della associazione di rappresentanza dell'agricoltura italiana Coldiretti secondo cui è a rischio 1/3 del Made in Italy a tavola che si produce nella food valley della Pianura Padana dove si concentra anche la metà dell'allevamento nazionale. Sono circa 300 mila le aziende e gli allevamenti in difficoltà nel centro Nord Italia.