
Con i dazi americani "l'incertezza si diffonderà a macchia d'olio e scatenerà un ulteriore protezionismo. Le conseguenze saranno terribili per milioni di persone in tutto il mondo. Anche per i paesi più vulnerabili, che ora sono soggetti ad alcune delle tariffe statunitensi più alte. Milioni di cittadini dovranno fare i conti con un aumento dei costi. I farmaci saranno più cari, così come i trasporti. L'inflazione salirà. E questo danneggerà soprattutto i cittadini più vulnerabili". Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nella sua replica ai dazi imposti dal presidente americano Donald Trump. "Voglio dire una cosa. So che molti di voi si sentono delusi dal nostro più vecchio alleato. Dobbiamo prepararci all'impatto che avremo inevitabilmente. Ma l'Ue ha tutto ciò di cui ha bisogno per superare la tempesta. E l'unità è la nostra forza. Noi saremo sempre dalla parte di chi si vede i propri diritti danneggiati.", ha detto von der Leyen. Rivolgendosi direttamente agli europei, nella sua dichiarazione da Samarcanda in Uzbekistan, Von der Leyen ha rimarcato il concetto di unità dell'Ue: "Siamo in questa situazione insieme. Se la affronta uno di noi, la affrontiamo tutti noi. Quindi resteremo uniti e ci difenderemo a vicenda. La nostra unità è la nostra forza. L'Europa ha il più grande mercato unico del mondo - 450 milioni di consumatori - che è il nostro porto sicuro in tempi tumultuosi", ha sottolineato la presidente della Commissione europea.
Starmer, "Reagiremo ai dazi a mente fredda, nulla escluso"
Il governo britannico reagirà a "mente fredda e calma" ai dazi Usa, ha affermato il primo ministro Keir Starmer, sottolineando che "nulla è escluso" e che Londra prenderà decisioni "guidate solo dal nostro interesse nazionale": lo riporta il Guardian. "Chiaramente ci sarà un impatto economico", ha detto questa mattina Starmer ricevendo un gruppo di dirigenti aziendali nel suo ufficio a Downing Street. "Uno dei grandi punti di forza di questa nazione è la nostra capacità di mantenere la calma", ha sottolineato il primo ministro, aggiungendo: "La nostra intenzione rimane quella di concludere un accordo, ma nulla è escluso".
Cina: "Promettiamo contromisure per salvaguardarci"
La Cina ha dichiarato oggi di "opporsi fermamente" all'imposizione di nuovi dazi statunitensi sulle sue esportazioni, promettendo "contromisure per salvaguardare i propri diritti e interessi". Le tariffe Usa "non sono conformi alle norme del commercio internazionale e danneggiano gravemente i legittimi diritti e interessi delle parti coinvolte", ha affermato il Ministero del Commercio di Pechino in una nota. Il Ministero del Commercio cinese ha chiesto a Washington di "annullare immediatamente" i nuovi dazi, avvertendo che "mettono a repentaglio lo sviluppo economico globale" e danneggerebbero gli interessi degli Stati Uniti e le catene di fornitura internazionali. "La Cina esorta gli Usa ad annullare immediatamente le misure tariffarie unilaterali e a risolvere adeguatamente le divergenze con i partner commerciali attraverso un dialogo paritario", ha affermato il dicastero di Pechino aggiungendo che "non c'è un vincitore in una guerra commerciale e non c'è via d'uscita per il protezionismo".
Kiev: "Dazi al 10% dagli Usa, complicato ma non critico"
Gli Usa hanno introdotto un dazio del 10% sull'Ucraina che determinerà una situazione "critica ma non complicata". Lo afferma il ministro dell'Economia ucraino Yulia Sviridenko, come riporta Rbc. Sviridenko ha aggiunto che nel 2024 l'Ucraina ha esportato negli Stati Uniti 874 milioni di dollari e nello stesso periodo, negli Stati Uniti sono stati acquistati beni beni per un valore di 3,4 miliardi di dollari.
Giappone: "Dazi deplorevoli, violazione delle norme Wto"
Il ministro del Commercio giapponese Yoji Muto ha dichiarato oggi che Tokyo ha detto a Washington che i nuovi dazi statunitensi che includono un'imposta del 24% sulle importazioni nipponiche sono "estremamente deplorevoli". Tokyo ha affermato anche che l'offensiva tariffaria del presidente statunitense Donald Trump potrebbe violare le norme dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) e il trattato commerciale tra i due paesi. "Ho comunicato che le misure tariffarie unilaterali adottate dagli Stati Uniti sono estremamente deplorevoli e ho nuovamente esortato con forza a non applicarle al Giappone", ha detto Muto aggiungendo di aver parlato con il segretario al Commercio americano Howard Lutnick prima dell'annuncio di Trump. "Nutriamo serie preoccupazioni circa la conformità" dei dazi americani "alle norme del Wto e all'accordo commerciale tra Giappone e Stati Uniti", ha detto da parte sua il portavoce del governo nipponico Yoshimasa Hayashi.
Taiwan: "Dazi USA irragionevoli, avviare seri negoziati"
TAIPEI, 03 APR - Le tariffe del presidente americano Donald Trump sono "altamente irragionevoli" e il governo taiwanese ha pianificato "seri negoziati" con Washington, ha affermato oggi Taipei. "Lo Yuan esecutivo ha ritenuto la decisione altamente irragionevole e se ne è profondamente rammaricato, e avvierà seri negoziati con gli Stati Uniti", ha affermato la portavoce del gabinetto taiwanese Michelle Lee dopo che Trump ha annunciato estese tariffe che includono un'imposta del 32% per Taipei. (ANSA-AFP).
Canada: "I dazi cambieranno il commercio mondiale"
Il premier canadese Mark Carney ha dichiarato che i dazi "cambieranno radicalmente il commercio mondiale". Carney ha assicurato che "combatterà" contro i dazi di Trump, anche se l'impatto dell'ultima ondata di misure per il Canada è stato limitato rispetto ad altri importanti partner commerciali degli Stati Uniti. Il premier canadese tuttavia ha sottolineato che le imposte americane su acciaio, alluminio e automobili "colpiranno direttamente milioni di canadesi". "Combatteremo queste tariffe con contromisure", ha avvertito Carney.
Barclays: "Dazi peggio del previsto, aumenta rischio recessione"
Trump è stato "più falco del previsto" e "i dazi peggio di quanto temuto", in particolare per l'Europa e la Cina. Sebbene vi siano margini di negoziazione e molti colpi di scena, le tariffe elevate e l'incertezza persistente aumentano il rischio di recessione". E' la previsione degli analisti di Barclays. E per il mercato azionario "è probabile che la situazione peggiori". "La tariffa sull'acciaio e sull'alluminio e sulle importazioni di auto negli Stati Uniti rimane del 25%, il che potrebbe essere un po' un sollievo per le scorte di auto dell'Ue, mentre alcune categorie di prodotti sono esenti dalle tariffe. La tariffa media annunciata per i beni dell'Ue è doppia rispetto al 10% che i nostri economisti avevano ipotizzato nelle loro previsioni economiche, mentre è in linea con la loro ipotesi di lavoro per i beni del Regno Unito. Per quanto riguarda la Cina, ci risulta che le tariffe cumulative salirebbero al 54 per cento" riassumono. "Questi nuovi dazi e la persistente incertezza sulla politica commerciale frenano le prospettive economiche globali, sia a livello mondiale che europeo. Tuttavia, le dichiarazioni delle autorità e il modo in cui si è arrivati alle tariffe finali suggeriscono che ci potrebbe essere spazio per i negoziati. È quindi possibile che i dazi annunciati siano visti come un tetto massimo e che da qui in poi possano scendere, anche se le potenziali ritorsioni dei partner commerciali statunitensi aumenterebbero i rischi di crescita al ribasso. Ci si aspetta anche un sostegno politico da parte delle banche centrali e dei governi, che potrebbe attenuare in parte il freno della guerra commerciale. Nel complesso, però, i nostri economisti vedono rischi al ribasso per le loro previsioni di crescita". Guardando ai listini azionari gli analisti non si aspettano crolli perché il rischio di dazi "è ampiamente previsto, quello di recessione meno, con i principali indici fuori dai massimi e una significativa rotazione a livello settoriale". Sia in Europa che negli Usa, guardando al passato, i titoli azionari sono tipicamente scesi del 35% da un picco all'altro della recessione "ma non siamo ancora a quel punto e un'ulteriore sofferenza dei mercati potrebbe costringere Trump a un'inversione di rotta" spiegano gli analisti. "A medio termine, riteniamo che lo stimolo della politica fiscale tedesca dovrebbe fornire una compensazione positiva e aiutare l'Europa a superare la tempesta dei dazi, mentre potrebbero arrivare anche tagli più aggressivi da parte della Bce" spiegano. I titoli e i settori esposti ai dazi e alla Cina hanno già registrato una forte sottoperformance ma non abbastanza da stimolare l'appetito degli investitori con le prospettive degli utili che rimangono a rischio. Barclays guarda ai titoli difensivi come telecom, utilities e immobiliari e ritiene che le banche siano il settore più performante in Europa. "Se i timori di una recessione dovessero aumentare e le aspettative sui tassi venissero riviste al ribasso, riteniamo che il settore potrebbe subire delle prese di profitto e manteniamo una preferenza tattica per il settore assicurativo all'interno dei titoli finanziari" sottolineano in un rapporto.