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La passione dei fan LGBTQ+ per l'Eurovision ha salvato il concorso
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Keystone-ats
21 ore fa
La comunità, affascinata dal suo mix di glamour, kitsch e difesa delle minoranze, ha dato nuova linfa all'ESC in tutta Europa.

L'Eurovision Song Contest (ESC) sconvolge le norme e il suo arrivo a Basilea a metà maggio ha galvanizzato i suoi fan LGBTQ+, soprattutto nella Svizzera tedesca. La comunità, affascinata dal suo mix di glamour, kitsch e difesa delle minoranze, ha dato nuova linfa all'ESC in tutta Europa. Per molti omo- e bisessuali, persone trans e non binarie, l'ESC è molto più di un semplice divertimento: "rende visibili le loro realtà di vita e le fa entrare nelle famiglie più conservatrici", spiega a Keystone-ATS Roman Heggli, segretario generale della Federazione svizzera degli uomini* gay e bi Pink Cross. Il concorso "crea uno spazio per l'estetica queer, utilizzando deliberatamente l'esagerazione e l'ironia, pur offrendo una tribuna ai messaggi che rimettono in questione le norme sociali", sottolinea. Dalla cantante transgender israeliana Dana International nel 1998 all'artista non binario di Bienne (BE) Nemo lo scorso anno, passando dalla serba Marija Serifovic (2007), dal sangallese Michael von der Heide (2010), dalla drag queen austriaca Conchita Wurst (2014), dall'olandese Duncan Laurence (2019) e dal britannico Olly Alexander (2024), la lista dei partecipanti e dei vincitori "queer" (dall'identità sessuale o di genere minoritaria) è lunga dalla fine degli anni 1990. Questi artisti hanno lanciato in particolare il dibattito sui diritti delle persone trans e la non binarietà in Europa e hanno segnato l'evoluzione sociale, osserva Heggli.

Effetto molla nel 1998 con Dana International

La vittoria di Dana International ha funto da fattore scatenante. Costituisce il ricordo più significativo di Thomas, un ginevrino di origine alsaziana, grande fan dell'ESC. Ha assistito allo show nel 2011 a Düsseldorf, in Germania, poi nel 2012 a Baku (Azerbaigian). L'oggi quarantenne guardava già la trasmissione in televisione con la famiglia all'inizio degli anni '80. Per Thomas, l'entusiasmo della comunità per l'ESC è evidente: "All'Eurovision ci sono sempre stati artisti LGBT o apprezzati dai gay e il pubblico gay è un pubblico fedele". Anche in Azerbaigian, un Paese non reputato per il suo sostegno alla causa omosessuale, i fan gay non hanno avvertito alcuna ostilità, testimonia.

"Come a Mykonos"

Un'altra ragione per questo entusiasmo è l'assenza di animosità fra i fan e il contatto facile che instaurano. "Sul posto, le app di incontri 'si riscaldano', a volte anche a contatto con alcuni artisti!", scherza Thomas. Recarsi in una città che ospita l'Eurovision è un po' come andare in vacanza a Mykonos o a Sitges, conferma il zurighese David. "La densità di gay è così evidente che è impossibile sottrarsi, soprattutto nell'arena e i nei club." David ha assistito all'ESC a Vienna nel 2015, a Lisbona nel 2018 e a Torino nel 2022. Ha anche fatto parte, a due riprese, della giuria internazionale di fan che valuta la selezione austriaca e sarà presente evidentemente anche a Basilea. Dai suoi primi ricordi del 1997, la passione di questo quarantenne cresce senza sosta.

La comunità gay ha "salvato" l'ESC

Per il commentatore dello show per la RTS, Jean-Marc Richard, la comunità gay ha "salvato" il concorso all'inizio del nuovo secolo grazie al suo entusiasmo, quando l'ESC rischiava di scomparire. Si è sentita parte di esso e da allora ha celebrato la diversità che lei stessa vi ha apportato. David fa notare una particolarità: "vedo un grande interesse per l'ESC nel mio ambiente professionale e familiare, ma anche un divario tra uomini e donne eterosessuali. Queste ultime sono molto più interessate di loro." "Molti gay seguono l'ESC con passione e organizzano feste private per l'occasione. Gli etero guardano il concorso di sfuggita o con una distanza ironica", spiega Heggli.

La passione non sfugge al Röstigraben

Scegliendo Basilea come città ospitante per l'evento del 2025, la SSR ha messo il dito su una barriera che potrebbe essere molto più ampia di quella dell'orientamento sessuale: il Röstigraben. All'epoca della scelta, una delle ragioni fornite era che l'entusiasmo era più evidente nella Svizzera tedesca. Il ginevrino Thomas, che ha vissuto a Basilea in passato, conferma: "ai tempi facevamo ogni anno una festa da qualcuno. In Romandia c'è poca gente motivata a farne una serata festiva!". Alcuni amici ginevrini di Thomas, in seno alla comunità, non hanno alcuna idea dei partecipanti o dell'artista che ha vinto lo scorso anno. Secondo lui, l'ESC ha ancora un'immagine kitsch nel mondo francofono. Per Thomas, questa connotazione è dovuta al fatto che, dagli anni Ottanta, la Francia ha inviato pochi candidati di qualità. Richard spiega il relativo disinteresse romando con il fatto che la Svizzera designa raramente candidati francofoni. "Spesso ci siamo sentiti meno coinvolti e siamo rimasti ancorati a un'immagine kitsch dell'Eurovision", afferma. Inoltre, gli svizzerotedeschi sono più anglofili e più influenzati dal pop commerciale. Eppure la maggior parte delle canzoni dell'ESC sono cantate in inglese.