
Nel precedente intervento del deputato Evaristo Roncelli è stata illustrata la proposta del governo sui ricorsi contro le nomine pubbliche, che non ha ottenuto consenso in Commissione giustizia e diritti. La Commissione si è divisa: una maggioranza (10 membri, di cui 3 con riserva) ha avanzato una controproposta, mentre 6 membri hanno respinto il messaggio senza alternative, sostenendo così lo status quo. La controproposta introduce due modifiche: l’eliminazione dell’effetto sospensivo dei ricorsi e la restrizione dei motivi di ammissibilità. L’abolizione dell’effetto sospensivo significa che, anche se il ricorso viene accolto, il candidato nominato illegittimamente potrà mantenere la posizione per 6-8 mesi prima di un'eventuale rimozione. Ciò penalizza i candidati qualificati ed esclude chi subisce discriminazioni basate su genere, stato civile o origine. La restrizione dei motivi di ricorso esclude, tra gli altri, le selezioni condotte in modo irregolare o con favoritismi, in contrasto con le sentenze del Tribunale Federale. Il governo stesso ha ammesso la mancanza di direttive chiare sulla valutazione delle candidature e sulle modalità di nomina, lasciando ai dirigenti ampia discrezionalità. Questo potrebbe tradursi in trattamenti differenziati tra candidati, con alcuni sottoposti a selezioni rigorose e altri favoriti attraverso processi facilitati. Anche la controproposta presenta criticità significative, rendendo preferibile il mantenimento dello status quo. In conclusione, è preoccupante che, in un contesto ticinese segnato dall’aumento della povertà e dalla precarietà lavorativa, i Consiglieri di Stato dedichino tempo a proposte tanto inopportune invece di affrontare le reali emergenze sociali. Tale condotta desta sconcerto e rammarico.
Lorenzo Onderka - Già candidato per Avanti con Ticino&Lavoro