Svizzera
Covid, via libera dal Consiglio federale alla distribuzione degli utili di liquidazione delle ditte individuali
© CdT/Archivio
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Redazione
un giorno fa
Il Consiglio federale nella riunione odierna ha approvato le modifiche delle ordinanze Covid-19 per i casi di rigore, che entreranno in vigore dal prossimo primo maggio. In totale durante la pandemia Confederazione e Cantoni hanno sostenuto 35 mila aziende con un totale di 5,3 miliardi di franchi.

Le società individuali che durante la pandemia hanno ricevuto un aiuto per i casi di rigore potranno distribuire i dividendi di liquidazione, in caso per esempio di decesso del titolare o suo pensionamento. È quanto prevedono alcune modifiche alle ordinanze Covid-19, approvate oggi dal Consiglio federale, che entreranno in vigore all'inizio di maggio. Tali modifiche sono il frutto di una mozione della "senatrice" Johanna Gapany (PLR/FR) approvata dal Parlamento nel 2024 allo scopo di escludere gli utili di liquidazione - ossia l'importo che rimane dopo lo scioglimento di un'impresa e il rimborso di tutti i crediti - dal divieto di distribuire dividendi.

Alcune precisazioni

La Confederazione, precisa una nota governativa odierna, non chiederà più ai Cantoni di restituire la sua partecipazione ai casi di rigore, qualora le imprese individuali abbiano conseguito degli utili di liquidazione. Inoltre, se le basi legali cantonali lo consentono, queste nuove disposizioni sono applicabili con effetto retroattivo. Le altre uscite di liquidità restano invece vietate e la Confederazione continuerà a domandare il rimborso della partecipazione al Cantone competente. Le nuove disposizioni, rammenta l'esecutivo, non si applicano alle società di capitali o in nome collettivo, che rispetto alle imprese individuali dispongono di un maggior margine di manovra per evitare una liquidazione.

Casi di rigore: le condizioni iniziali...

Durante la pandemia, appoggiandosi alla legislazione sui casi di rigore Covid-19, la Confederazione e i Cantoni hanno sostenuto 35 mila aziende con un totale di 5,3 miliardi di franchi. Le aziende che hanno subito gravi perdite di fatturato o che sono state chiuse dalle autorità per un certo periodo di tempo hanno avuto diritto al sostegno. L'ottenimento del sostegno era legato alla condizione che l'azienda non approvasse o distribuisse dividendi o tantièmes e non restituisse nessun apporto di capitale nell'anno finanziario in cui l'aiuto era stato concesso e nei tre anni successivi, per un totale di quattro anni.

...per evitare abusi

Con questa disposizione, il Parlamento ha voluto garantire che i fondi servissero solo alla sopravvivenza dell'azienda e non venissero sottratti per ottenere un profitto. Per la maggior parte delle aziende che hanno ricevuto aiuti per i casi di rigore, il divieto di distribuire dividendi è scaduto alla fine del 2024.

Casi particolari

Nella pratica, però, un simile divieto assoluto sui dividendi può portare a particolari difficoltà in caso di liquidazione delle imprese individuali, ad esempio a causa del raggiungimento dell'età pensionabile da parte dell'imprenditore. È per tener conto di questa situazione che è stata adottata la mozione Gapany. Dopo aver svolto diverse consultazioni, il governo ha quindi stabilito che, nel caso delle imprese individuali, gli utili di liquidazione non vanno più considerati una violazione del divieto di distribuire dividendi nell'ambito della legislazione sui casi di rigore dal punto di vista federale, a prescindere dalle ragioni per cui sono stati realizzati. Se, ad esempio, una ditta individuale è stata messa in liquidazione a causa del pensionamento o del decesso dell'imprenditore o perché il contratto di locazione dell'immobile aziendale non è stato prorogato, i Cantoni potranno rinunciare al recupero degli utili di liquidazione; di conseguenza, non dovranno effettuare alcun rimborso alla Confederazione.