Grigioni
Fusione ospedaliera, Val Bregaglia e Valposchiavo spettatrici interessate
©Chiara Zocchetti
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Ats
3 giorni fa
La struttura di Samedan potrebbe unirsi con quella di Coira. Raggiungere la capitale grigionese dalle due valli significherebbe intraprendere un viaggio ancora più lungo, a volte in situazioni in cui ogni minuto è decisivo.

Nelle prossime settimane gli undici Comuni dell'Alta Engadina decideranno se l'unione fra l'ospedale di Samedan (GR) e quello cantonale di Coira si farà. Anche le regioni limitrofe, legate ai servizi sanitari dell'Engadina, seguono con interesse la discussione. Sia dalla Val Bregaglia che dalla Valposchiavo l'ospedale di Samedan dista circa una cinquantina di minuti di macchina. È quindi un importante punto di riferimento per l'assistenza sanitaria. Andare fino a Coira significherebbe intraprendere un viaggio ancora più lungo, a volte in situazioni in cui ogni minuto è decisivo.

La struttura di riferimento

Giovanni Jochum, presidente del Consiglio di Fondazione del Centro sanitario Valposchiavo (CSVP) e Maurizio Michael, presidente della Commissione di amministrazione del Centro sanitario Bregaglia (CSB), seguono con interesse la discussione che si svolge attualmente in Engadina. "Per le vallate limitrofe Samedan rimane l'ospedale di riferimento per tutti gli interventi che sono più complessi e che noi non siamo in grado di gestire sul nostro territorio", ha detto Michael a Keystone-ATS. "Noi abbiamo tutto l'interesse a far sì che i servizi di base e quelli allargati rimangano più vicini possibili", ha dichiarato dal canto suo Jochum.

La situazione

Il CSVP ha quattro contratti di prestazione con l'ospedale di Samedan, ovvero per il servizio di cardiologia, radiologia, ginecologia e pediatria. Negli ultimi anni le cooperazioni sono state ampliate a sud del Bernina. "Se dovessero venir ridotte delle prestazioni in Engadina per noi la situazione peggiora e si allunga il percorso", ha sottolineato il presidente del Consiglio di Fondazione del CSVP. Durante la tavola rotonda di questa settimana a Pontresina (GR) è stato ribadito che anche con una fusione l'offerta sanitaria a Samedan non cambierà. Diversa invece la situazione in Val Bregaglia. "Noi come piccolissima struttura sanitaria nei Grigioni siamo riusciti a cooperare molto meglio con l'ospedale cantonale di Coira, con la Clinica Gut o il CSVP rispetto all'ospedale di Samedan, che per assurdo per noi è il nosocomio di riferimento", ha spiegato Michael. Secondo il granconsigliere liberale la crescita dei piccoli centri sanitari ha scatenato nell'istituto di Samedan un rapporto di concorrenza nei loro confronti. "Per il futuro auspichiamo che si possano trovare delle soluzioni migliori di quanto sia stato possibile negli ultimi anni", ha continuato Michael.

Una decisione su cui non si potranno esprimere

Malgrado la dipendenza dall'ospedale di Samedan, gli abitanti di Val Bregaglia e Valposchiavo non potranno esprimersi sul suo futuro. Solo la popolazione degli undici Comuni dell'Alta Engadina (Trägergemeinde) andrà alle urne nelle prossime settimane. Una situazione scomoda secondo Jochum. "Se diranno di sì all'integrazione con Coira, per noi la situazione non dovrebbe peggiorare. L'opzione meno lungimirante al momento è lo status quo." "Noi ci aspettiamo che la soluzione futura permetta veramente di creare una struttura sanitaria organica in tutta l'area che funzioni insieme", ha proseguito Michael. Una visione in questo senso è stata discussa martedì sera a Pontresina, ovvero un modello ospedaliero per le regioni meridionali del Canton Grigioni. "Il futuro prevede un forte ospedale cantonale a Coira, strutture regionali con un approvvigionamento di base e poi il nosocomio di Samedan con una copertura di base ampliata", ha detto il consigliere di Stato Peter Peyer durante la tavola rotonda. Una soluzione nella quale Michael crede molto. "Gli aspetti più complessi verranno trattati a Coira, mentre a sud si creerà un punto di riferimento forte anche per le valli."

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