Edilizia
Gli impresari costruttori lanciano l'allarme: "C'è penuria di alloggi, urgono misure"
©Gabriele Putzu
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Ats
un giorno fa
Durante l'annuale conferenza stampa la Società svizzera degli impresari-Costruttori (SSIC) ha chiesto "provvedimenti urgenti, come delle procedure di progettazione e autorizzazione più rapide".

Vi è penuria di alloggi nella Confederazione e per farvi fronte servono misure mirate che accelerino l'attività edilizia: ne è convinta la Società svizzera degli impresari-Costruttori (SSIC), che oggi ha tenuto la sua conferenza stampa annuale. L'edilizia abitativa non riesce a tenere il passo con l'elevata domanda, emerge dall'ultima inchiesta dell'organizzazione sulla congiuntura del ramo. Nonostante un volume nominale delle costruzioni di circa 7,5 miliardi di franchi l'anno vengono costruiti molti meno appartamenti di quanti ne siano necessari.

"Un segnale d'allarme"

Nel 2025 vedranno la luce prevedibilmente 42'000 nuove abitazioni: decisamente troppo poche, secondo la SSIC, rispetto al fabbisogno annuo di circa 50'000 alloggi in più rilevato dall'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB). Conseguenza di questo andamento è un ulteriore calo del tasso di abitazioni vuote, che potrebbe scendere presto sotto l’1,0% in termini di media nazionale. Il paese potrebbe quindi essere interessato da una carenza di alloggi pari a quella che già affligge da anni le grandi città. "Si tratta di un chiaro segnale di allarme", argomentano gli impresari, che auspicano provvedimenti urgenti: a loro avviso servono procedure di progettazione e autorizzazione più rapide, indici di sfruttamento più alti e distanze dai confini ridotte, come pure una nuova ponderazione degli interessi tra edilizia abitativa e tutela del patrimonio storico.

Le buste paga

Per costruire servono gli uomini e la SSIC afferma che in temi di impiego il ramo è all'avanguardia: paga gli stipendi più alti d'Europa. Nell'autunno 2024, le parti sociali hanno concordato aumenti dell'1,4% per tutte le persone occupate, ma le imprese sono andate oltre: l'inchiesta sulle retribuzioni 2025 della SSIC mostra che con effetto da gennaio le buste paga sono progredite in media dell'1,7% e circa la metà delle ditte ha concesso addirittura più del 2%. Dal 2019 i salari hanno registrato un aumento complessivo del 7,5%, "per cui il settore principale della costruzione ha rafforzato il potere di acquisto in misura nettamente maggiore rispetto all'economia elvetica in generale", scrive l'organismo padronale. Inoltre gli impresari costruttori hanno dichiarato la propria disponibilità ad aumentare dello 0,5%, ossia fino al 6%, i contributi del datore di lavoro per la pensione a partire da 60 anni, assicurando di conseguenza l'età di pensionamento flessibile.

La formazione

Il settore punta su una nuova offerta di corsi di formazione e perfezionamento con un maggiore orientamento pratico, un investimento che ha già determinato un incremento del numero del personale in formazione: l'anno scorso 722 persone hanno iniziato il programma di formazione regolare di muratore (e muratrice), il 10% in più rispetto ai due anni precedenti. Altre 156 hanno avviato una formazione nel quadro di un apprendistato breve o di una formazione di recupero, che consente il conseguimento del diploma professionale ad adulti. Serve però ancora maggiore impegno: secondo la SSIC infatti alla luce di tutti gli indicatori nel 2040 nel settore dell'edilizia principale mancheranno 5600 lavoratrici qualificati.