Svizzera
Il presidente UDC critica Jans e la politica d'asilo
Keystone-ats
3 giorni fa
Marcel Dettling ha puntato ancora una volta il dito contro il "caos" della politica di asilo e il ministro socialista responsabile del Dipartimento. Critiche anche alla sinistra.

Nel suo discorso davanti ai delegati dell'UDC, riuniti in assemblea oggi a Puidoux (VD), il presidente del partito Marcel Dettling ha puntato ancora una volta il dito contro quello che ha definito il "caos" della politica di asilo e non ha lesinato critiche al consigliere federale Beat Jans e alla sinistra. L'UDC si batterà per una Svizzera "più sicura e più libera", ha assicurato.

Confini non protetti

"I nostri confini non sono protetti. I migranti che chiedono asilo e le persone entrate illegalmente in Svizzera rendono il nostro Paese insicuro. Quasi ogni giorno assistiamo ad atti di violenza o a gravi crimini sessuali, a rapine e furti", ha sostenuto Dettling, davanti a una platea in cui erano presenti anche i due consiglieri federali UDC Guy Parmelin e Albert Rösti. Nel suo intervento non sono mancati i riferimenti ironici al ministro di giustizia e polizia. "Non dovrebbe preoccuparsi della nostra sicurezza? Certo che dovrebbe, ma preferisce occuparsi del riconoscimento ufficiale di un 'terzo sesso' e celebrare il Ramadan musulmano, mentre sempre più spesso i canti di Natale sono banditi dalle nostre scuole".

Sinistra colpevole

Il consigliere nazionale svittese ha poi attaccato la sinistra nel suo insieme, affermando che vuole "ancora più immigrazione, ancora più richiedenti asilo, ancora più immigrati illegali". Ha poi evocato un recente intervento parlamentare UDC che chiede l'immediata esclusione dei richiedenti asilo criminali dalla procedura di asilo, bocciato da socialisti e verdi. "I politici di sinistra non si preoccupano della sicurezza della popolazione svizzera. I richiedenti asilo possono entrare illegalmente nel nostro Paese, diventare criminali e vivere a nostre spese: questa è la sintesi della politica migratoria della sinistra", ha sostenuto, cavalcando il tradizionale cavallo di battaglia democentrista.

Critiche ad Amherd e Süssli

Non sono mancate le critiche anche nei confronti di Viola Amherd e del capo dell'esercito dimissionario Thomas Süssli, per le loro scelte, che sono state definite sbagliate. "L'elenco è lungo", si è rammaricato il consigliere nazionale sangallese Walter Gartmann. "La loro priorità non è la capacità di difesa, ma la riduzione delle emissioni di CO2. Preferiremmo carri armati elettrici, archi al posto dei fucili d'assalto per ridurre il rumore e pannelli solari sulle installazioni militari", ha ironizzato. "Abbiamo un bisogno urgente di tornare alla neutralità, che ha tenuto il nostro Paese fuori dalla guerra per più di 200 anni," ha poi aggiunto, invitando a non scegliere tra esercito e neutralità, dato che "abbiamo bisogno di entrambi: un esercito difensivo che si comporti in modo neutrale e che difenda con determinazione i confini del nostro Paese in caso di attacco".

A suo avviso, "nei conflitti che coinvolgono grandi potenze come gli Stati Uniti, l'UE e la NATO, la Svizzera non può cambiare la situazione. Può però contribuire a trovare soluzioni pacifiche facilitando i negoziati su un terreno neutrale e offrendo i suoi buoni uffici e le sue competenze". Il sangallese ha poi criticato la sinistra e alcuni atteggiamenti del Centro e del PLR che hanno a suo dire ampiamente contribuito allo "stato catastrofico del nostro esercito". Dobbiamo rimboccarci le maniche, metterci al lavoro e rendere l'esercito nuovamente capace di difendersi, "questa deve essere la nostra priorità assoluta, ha concluso Gartmann.

Sì all'abolizione del valore locativo

L'UDC ha infine raccomandato al popolo di approvare la modifica del sistema di tassazione degli alloggi. Secondo il partito, l'abbandono dell'imposta sul valore locativo rafforzerà la proprietà privata e faciliterà l'acquisto della casa da parte delle giovani famiglie e delle PMI. Questa imposta "penalizza le persone parsimoniose e incoraggia l'indebitamento", ha affermato il consigliere nazionale zurighese Gregor Rutz, che è anche presidente dell'Associazione svizzera dei proprietari fondiari (APF). I delegati lo hanno seguito, approvando, con 212 favorevoli, 17 contrari e 8 astenuti, il decreto federale sull'imposta di proprietà sulle seconde case (abolizione del valore locativo). Il popolo sarà probabilmente chiamato alle urne sul tema in autunno.