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Difesa
L'ultimo tentativo di Amherd di migliorare l'immagine dell'esercito
Ats
un mese fa
La consigliera federale dimissionaria ha difeso oggi i principali progetti militari in corso, ribadendo che due di questi procedono secondo la pianificazione originale.

Di fronte alle varie critiche mossele, la "ministra" della difesa Viola Amherd ha tentato oggi a Berna, forse per l'ultima volta prima della sua partenza a fine marzo, di ripristinare l'immagine delle forze armate. Accompagnata dal capo dell'esercito Thomas Süssli e dal capo dell'armamento Urs Lohrer, ha difeso i principali progetti militari in corso, pur ammettendo di non aver informato debitamente il pubblico.

Le criticità sollevate

Il Dipartimento federale della difesa (DDPS) reagisce così a una lettera inviata dalla Delegazione delle finanze delle Camere federali (DelFin), che ha lanciato l'allarme. Secondo la DelFin, sette grandi progetti di armamento e informatici, del costo stimato di 19 miliardi di franchi, presentano rischi enormi. Il Controllo federale delle finanze (CDF) ha evidenziato una gestione "insoddisfacente" della commessa di droni israeliani da parte dell'esercito. Il nuovo sistema di sorveglianza dello spazio aereo svizzero(C2Air) è stato ritardato. Inoltre, l'introduzione di un nuovo programma informatico è in sospeso. La sostituzione dei sistemi di telecomunicazione mobile dell'esercito potrebbe fallire. La nuova rete di comando è in forte ritardo. Lo stesso dicasi per il progetto chiave Rete di dati sicura plus (RDS+), che ha lo scopo di creare entro il 2027 la base per il trasporto di dati su banda larga per i sistemi impiegati nel campo della protezione della popolazione.

Interesse pubblico sottovalutato

Amherd ha ammesso davanti ai media di aver sottovalutato l'interesse pubblico e di non avere informato a sufficienza, sebbene si trattasse di denaro pubblico. I sette progetti citati nella lettera "rappresentano una sfida da anni e il loro stato d'avanzamento non è soddisfacente", ha dichiarato. "Stiamo facendo tutto il possibile per portare a termine questi progetti, ma ci sono ostacoli dovuti alle loro dimensioni o alla loro durata che non possiamo escludere perché non possiamo influenzarli". Ciò non impedisce alla "ministra" vallesana di dormire sonni tranquilli. "Riconosciamo i problemi e stiamo prendendo provvedimenti per migliorare la situazione. Fare diversamente sarebbe una vergogna", ha aggiunto.

Due progetti di importanza capitale

La consigliera federale dimissionaria ha aggiunto che due progetti di importanza centrale per il rafforzamento della capacità di difesa dell'esercito procedono secondo la pianificazione originale. Stando ad Amherd, la Nuova piattaforma di digitalizzazione (NPD) consentirà di dotare le forze armate di una piattaforma sicura, su cui sarà gestito il moderno sistema di condotta e di comunicazione delle Forze aeree, in fase di sviluppo. Dal canto suo, Thomas Süssli ha spiegato che l'Aggruppamento Difesa sta lavorando su 169 grandi progetti per ripristinare le capacità di difesa. La maggior parte di essi sta procedendo come previsto, rispettando il budget. Il capo dell'esercito ha sottolineato come la NPD e il C2Air siano di capitale importanza.

Aspetti positivi mai menzionati dai media

Süssli ha citato inoltre i programmi per l'informatica dell'esercito, l'interazione tra i membri dell'esercito e l'amministrazione per quelli concernenti la digitalizzazione, la costruzione di centri informatici e di missili aria/aria. Questi aspetti non vengono mai menzionati dai media. Invece, i sette progetti problematici fanno notizia e i giornalisti lasciano intendere che il denaro pubblico venga sperperato. "Non è così", ha assicurato.

Motivi principali dei ritardi

I motivi principali dei ritardi sono sei: aspettative di base troppo elevate, complessità sottovalutata, "svizzerizzazione" (per soddisfare esigenze legate al territorio, ndr), ostacoli organizzativi, ritardi nella consegna e aumento dei prezzi. Dei quattro progetti che riguardano direttamente il capo dell'esercito, due sono già in corso, uno è in fase avanzata e l'altro è stato "rimesso in carreggiata" dopo l'adozione di una serie di misure.

Droni israeliani

Anche presso armasuisse, la maggior parte dei 4'000 progetti sta procedendo bene, pur non essendo ciò di dominio pubblico. L'acquisto di quattordici motovedette, utilizzate in particolare per la conferenza di pace sull'Ucraina del Bürgenstock (NW), è stato completato nei tempi e nei limiti del budget, ha dichiarato il capo dell'armamento Urs Loher. L'acquisto dei droni da ricognizione è stato il più mediatizzato. "L'avanzamento del progetto non è stato all'altezza delle nostre aspettative", ha ammesso Loher. Le opinioni di armasuisse e della società israeliana Elbit divergono. Ma i droni entreranno in servizio nel 2026. Se il progetto fosse stato abbandonato, le conseguenze finanziarie sarebbero state troppo pesanti. "In futuro metteremo in discussione le promesse dei fornitori in modo più critico", ha concluso il capo dell'armamento.

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