
Le informazioni del governo che precedono le votazioni popolari, come quelle contenute nel libretto di voto rosso, non dovrebbero essere contestabili. Secondo un rapporto pubblicato oggi dal Consiglio federale, prevalgono le argomentazioni contro l'ampliamento della protezione legale.
Il rischio di ulteriori procedimenti giudiziari
Nel rapporto, confezionato a seguito di un postulato, viene evidenziato come il rischio sia quello di ulteriori procedimenti giudiziari. Questi presumibilmente porterebbero di conseguenza a incertezza sulla validità dei risultati per settimane e mesi dopo uno scrutinio.
Evitare ritardi
Stando al governo, ritardi nella conferma degli esiti delle votazioni e quindi nell'entrata in vigore di leggi e decreti dovrebbero essere evitati il più possibile. Il Tribunale federale (TF) sarebbe inoltre ancor più gravato e coinvolto nel processo decisionale politico come attore se le dichiarazioni di voto potessero essere contestate.
I meccanismi di controllo attuali sono sufficienti
Secondo l'esecutivo, esistono meccanismi di controllo sufficienti a disposizione del pubblico (come i media) che garantiscono la libera formazione dell'opinione dei cittadini. Il TF dal canto suo può già rivedere la validità delle votazioni retroattivamente, se risulta che le informazioni sono state significativamente distorte.
Adottate misure per migliorare le spiegazioni
Negli ultimi anni, si legge ancora nel rapporto, sono state adottate ulteriori misure per migliorare la preparazione delle spiegazioni. Il rischio di errori nei contenuti è stato ridotto con precauzioni mirate ed eventuali sviste sono apertamente affrontate e corrette, assicura il Consiglio federale.