
Lo scrivano pubblico non è una figura relegata ai film di Totò. Alla Filanda di Mendrisio è attivo da qualche tempo Antoine Casabianca, che fornisce i suoi servizi a chi ha difficoltà con la lettura e la scrittura. “La comunicazione scritta importante, che riguarda la vita quotidiana, gli affetti e il lavoro, può risultare problematica per chi dispone di una formazione ‘datata’ o insufficiente”, spiega Casabianca. “Noi speriamo che queste persone sappiano che possono contare sul nostro servizio”. Il profilo degli utenti che si rivolgono allo scrivano è molto eterogeneo: “Abbiamo avuto donne e uomini, giovani e anziani, stranieri e svizzeri”.
800’000 analfabeti funzionali in Svizzera
L’analfabetismo funzionale è più diffuso di quanto possa sembrare, anche nel nostro Paese: “Dai dati in nostro possesso risulta – illustra lo scrivano della Filanda di Mendrisio – che in Svizzera ci siano circa 800’000 persone che hanno difficoltà nella comunicazione, nella comprensione dei testi e talvolta anche in semplici operazioni di calcolo”. In Ticino, i potenziali “clienti” di Antoine potrebbero essere ben 40’000.
Reticenza nel chiedere aiuto
Il problema è diffuso, quindi. Tuttavia, se questi numeri ci sorprendono è anche perché il muro della vergogna impedisce a molte persone con problemi di lettura e scrittura di palesarsi e di chiedere aiuto. “C’è difficoltà nel reperire questi uomini e queste donne per poterli convincere che delle soluzioni al loro problema esistono. Queste possono essere temporanee, come per esempio il servizio che forniamo qui alla Filanda, ma anche più a lungo termine, quali formazioni che permettono di raggiungere buoni livelli di espressione e comprensione”.
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