Ticino
Chiare, fresche e scarse acque
Immagine Ticinonews
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Daniele Coroneo
3 anni fa
Le piogge di oggi non aiutano falde e sorgenti ticinesi, ma l’acqua potabile nel nostro cantone è garantita dalla messa in rete delle risorse idriche. “Il Mendrisiotto è un esempio virtuoso, sebbene in questi giorni ci siano alcune limitazioni all’uso”

“Sembra un paradosso essere intervistati su questo tema mentre fuori piove...”. Il capoufficio della protezione delle acque e dell’approvvigionamento idrico Mauro Veronesi mette però subito le cose in chiaro: “Le piogge cadute oggi non sono sufficienti per rimpinguare falde e sorgenti ticinesi. Servirebbero delle precipitazioni più intense, distribuite sull’arco di più giorni. I recenti rovesci hanno determinato un piccolo ‘sussulto’ nei livelli di sorgenti e falde, ma si tratta di qualcosa di effimero”.

I livelli delle fonti di captazione sono infatti bassi. Prendendo a esempio una fonte di Mezzovico, dalla fine di marzo, quando già le piogge scarseggiavano, la portata è scesa da un massimo di 350 litri al minuto ai 300 litri al minuto di alcuni giorni fa.

Il Pcai in soccorso
Tuttavia, secondo Veronesi, al momento la situazione non deve destare particolare preoccupazione. A venirci in soccorso è infatti la messa in rete dell’acqua a livello regionale, che in Ticino è una realtà dal 1994, quando il Cantone si è dotato del Piano cantonale d’approvvigionamento idrico (Pcai). “Il nostro Ufficio ha diviso il Cantone in 30 regioni, all’interno delle quali i Comuni che dispongono di più acqua possono cederne una parte ai Comuni in difficoltà”, spiega il capoufficio a Ticinonews. Veronesi esclude quindi al momento per il Ticino scenari come quelli vissuti da alcuni paesi della vicina Italia, dove l’acqua è distribuita con le autobotti o dove la fornitura di acqua potabile è interrotta la notte.

Mendrisiotto “virtuoso”
Un esempio di regione dove questa strategia è stata messa in pratica è il Mendrisiotto. Dal 13 giugno scorso, tuttavia, in alcuni quartieri di Mendrisio è in vigore il divieto di uso dell’acqua potabile per scopi non domestici. “La situazione nel distretto è però migliorata rispetto al passato”, precisa Veronesi. “Una volta molte delle richieste di uso come acqua potabile di acque irrigue provenivano proprio dal Mendrisiotto. Oggi, non è più così: il Mendrisiotto è già un esempio virtuoso, in attesa di un ulteriore miglioramento con l’acquedotto a lago”.

Consumi inferiori
Ad aiutare nella situazione attuale è però anche la riduzione generale dei consumi d’acqua che ha interessato la Svizzera, malgrado la crescita demografica. “Il contributo principale è stato dato da un’efficace lotta alle perdite nella rete di distribuzione dell’acqua”, commenta Mauro Veronesi. “Una percentuale di perdita è inevitabile, ma questa è stata sensibilmente contenuta nella maggior parte degli acquedotti ticinesi”.

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