
A Novazzano, comune del Ceo Roberto Cirillo, il Municipio è già stato informato e l’idea è di fare ricorso. A Riviera l’incontro con la Posta avverrà solo il prossimo mercoledì ma c’è già chi mette le mani avanti: in caso di annunciata chiusura, ci dicono, lotteremo. Lo smantellamento di una ventina di uffici postali nella Svizzera italiana riferita oggi dalla Regione, ma su cui il gigante giallo mantiene il riserbo, sta trovando conferma dai Comuni. Gli incontri, ci spiega il sindaco di Bellinzona Mario Branda, stanno avvenendo in queste settimane e la decisione viene argomentata statistiche alla mano. "Siamo stati contattati dalla Posta alcune settimane fa. Durante un incontro, ci hanno informati che le due filiali di Bellinzona San Paolo e Bellinzona Semine sarebbero state chiuse in tempi brevi". La decisione della Posta è stata motivata al sindaco con la "drastica riduzione del traffico dei pagamenti e di quello postale in generale".
"Servizio pubblico, non solo profitto"
Il sindacato Syndicom invita i Comuni interessati a impugnare la decisione della Posta. "Noi riteniamo che i Municipi debbano opporsi a questo piano di smantellamento della Posta. L'ufficio postale offre un servizio pubblico, che serve anche alla popolazione anziana", commenta ai nostri microfoni Marco Forte, responsabile regionale di Syndicom. "Questo è un aspetto che va considerato: non si può guardare unicamente al profitto".
"Ricorsi persi in partenza"
Come detto, gli Esecutivi implicati ne parleranno ufficialmente nelle prossime settimane, alcuni però sono già intenzionati ad andare in questa direzione. Anche Bellinzona? "È una possibilità che valuteremo, anche se sappiamo benissimo che questi ricorsi non hanno mai successo", risponde Branda. "È evidente che non siamo contenti. Abbiamo già espresso la nostra contrarietà". L'auspicio del sindaco della Capitale è di trovare assieme alla Posta delle soluzioni alternative per mantenere un servizio capillare, ad esempio con delle agenzie. Anche a Locarno, dove la filiale a rischio è quella di Solduno, il sindaco Nicola Pini ci tiene ad instaurare un dialogo costruttivo con la Posta volto a trovare soluzioni. L’incontro è previsto a inizio settembre.
Comunicazione nel mirino
Da noi contattata, La Posta, che avrebbe già informato i dipendenti delle filiali implicate, promette comunicazioni precise nelle prossime settimane. Marco Forte critica però anche le modalità di informazione del gigante giallo: "Sappiamo che la Posta ha informato in maniera parziale i dipendenti. Nessuno ha una visione completa della situazione". Per Marco Forte, comunque, sarà importante non oltrepassare una linea rossa: "La Posta ha pubblicamente detto che non ci saranno licenziamenti. Noi confidiamo che manterrà la parola data e speriamo in trasferimenti o eventualmente in prepensionamenti, ma contrasteremo ogni tipo di licenziamento". L'operazione della Posta porterà comunque alla cancellazione di molti posti di lavoro.