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Lugano
Controlli e norme antincendio in seduta di Municipio. Lombardi: "Diverse proposte sul tavolo"
Redazione
un giorno fa
Il Municipio ha deciso di riunire il gruppo di lavoro speciale (pompieri-polizia-edilizia privata) che valuterà lo stato attuale ed esaminerà le proposte emerse in Municipio. Ci si aspetta anche più cooperazione dagli esercenti.

A otto giorni dalla terribile tragedia di Crans-Montana continuano a moltiplicarsi gli interrogativi in tutto il Paese. In particolare, le questioni relative alla sicurezza antincendio hanno avuto una forte eco, e sono numerose le località che intendono ora rafforzare ulteriormente i loro controlli. Il tema è stato oggi dibattuto anche nella seduta del Municipio di Lugano. "Il Municipio ha dedicato parecchio tempo a questa discussione. Sono state presentate delle proposte e la decisione è stata semplice: settimana prossima il gruppo di lavoro speciale si riunirà con i municipali competenti, farà un controllo della situazione esistente, le esaminerà, e vedrà quali passi ulteriori vanno fatti", conferma a Ticinonews il capodicastero edilizia privata Filippo Lombardi. Non è stato al momento esposto il contenuto delle proposte, ma il messaggio è chiaro. "Il Municipio vuole tranquillizzare la popolazione: Lugano ha fatto, molto tempo prima degli altri, il necessario, andando oltre le esigenze minime della legge cantonale". 

Le norme intercantonali vanno applicate

Un'altra questione interessante emersa è "che c'è una sentenza del Tribunale federale del 2015 secondo cui le norme dell'associazione AICA sono esecutive, cioè hanno validità di legge federale. Ciò significa che sono direttamente applicabili. Approfondiremo quali conseguenze può avere questo per noi", afferma il capodicastero. Non sono insomma solo norme di buona prassi, e i comuni sono tenuti a vigilare sulla loro corretta applicazione. Norme che peraltro cambieranno a breve: "A livello federale si pensava di alleggerire queste 500 pagine di norme a partire dal 2027. Ecco, sicuramente non verranno allentate, anzi probabilmente saranno inasprite" ribadisce.

"Mi aspetto più cooperazione"

In generale, anche sulle Rive del Ceresio si cerca insomma di capire se si debbano intensificare ulteriormente i controlli, e in che modo. "Noi, pur ritenendo di aver fatto tutto quello che era giusto fare finora, ci chiediamo - dove possibile - se è necessario inasprire qualche cosa". A Lugano, lo ricordiamo, da una risoluzione Municipale del 2018 si esige la ripetizione dei controlli – di determinati locali - minimo ogni 2 anni, a cui si aggiungono dei controlli a campione del gruppo di lavoro. E non sempre gli esercenti ne sono contenti. "È normale, non solo in questo campo, chi è un imprenditore vede lo Stato e i controlli come degli inghippi burocratici che rallentano e creano costi. Penso che la tragedia di Crans-Montana sensibilizzerà già da sola gli esercenti ad essere più cooperativi su questo tema", conclude Lombardi.