Ticino
Criminalità digitale: nel 2024 in aumento i reati e le cibertruffe
© Shutterstock
© Shutterstock
Redazione
20 ore fa
Lo scorso anno la Sezione analisi tracce informatiche ha portato avanti 50 inchieste rispetto alle 28 del 2023.

Un leggero aumento dei reati legati alla criminalità digitale (+7% rispetto all’anno precedente) e, in particolare, un generale incremento delle cibertruffe (+34%). È quanto emerge dal bilancio di attività 2024 della Sezione analisi tracce informatiche (SATI).

I numeri

Lo scorso anno la SATI ha portato avanti 50 inchieste (38 nel 2023), effettuato 52 (130) perquisizioni per altri servizi, eseguito 1'121 (1'151) analisi informatico forensi, elaborato 53 (26) analisi criminali operative e collaborato durante 29 (31) ricerche d’emergenza.

Aumento reati informatici: una tendenza a livello nazionale

Per quanto riguarda la criminalità digitale, la maggior parte dei reati rientra nel settore della “cibercriminalità economica”. In questo senso, l’incremento dei reati informatici registrato nel 2024 si inserisce in una tendenza rilevata anche sul piano federale. Da sottolineare, nell’ambito dell’aumento delle cibertruffe, l’incidenza del reato di abuso di sistemi di pagamento online/carte di credito o abuso d’identità di terzi (+25%).

Truffe tramite email

Il fenomeno delle truffe di tipo "Business email compromise" (BEC) rimane uno dei principali ambiti di inchiesta: lo scorso anno sono state aperte 11 indagini (10 nel 2023) per un danno economico di circa 1 milione di franchi. In un’occasione, il tempestivo allarme da parte della società coinvolta ha permesso di recuperare l’intero maltolto: circa 18,6 milioni di franchi versati su un conto estero.

Criptovalute al centro di affari criminali

Le inchieste concernenti gli attacchi ransomware sono state invece 6 (11 nel 2023). Le criptovalute sono sempre più al centro degli affari criminali: due inchieste hanno riguardato il furto di moneta virtuale per un totale di 4,7 milioni di franchi. Di questi, 2,7 milioni sono stati bloccati e recuperati.

“Attacchi” dall’estero

In molti casi gli autori operano dall’estero utilizzando sistemi che ne tutelano l’anonimato. In 19 occasioni si è collaborato con le autorità di altre nazioni, in base alla Convenzione sulla cibercriminalità, per la conservazione di dati presenti su server di società ticinesi.

I tag di questo articolo