
"Il piano attualmente in vigore risale al 2007 e dopo 18 anni serve una revisione dettata anche dagli importanti cambiamenti intercorsi e dalle nuove sfide". È per questo motivo che il Canton Ticino ha messo in consultazione dal 28 marzo scorso fino al 30 aprile, il nuovo Piano forestale cantonale 2025 (Pfc). L'obiettivo del documento, che concretizza la strategia e la politica forestale cantonale, sta nel "garantire una gestione forestale sostenibile in grado di assicurare la multifunzionalità dei boschi, valorizzare la risorsa legno, come pure creare condizioni quadro che permettano una gestione innovativa ed efficiente del patrimonio forestale nel suo insieme", scrive il Dipartimento del territorio in un nota. E tra le nuove sfide a cui sono confrontate le autorità, ci sono i cambiamenti climatici. "Ci sono eventi estremi che si verificano sempre più spesso", spiega a Ticinonews Roland David, Capo della Sezione forestale, sottolineando come "un altro tema importante è quello delle specie neofite invasive". Senza dimenticare gli incendi, "che durante il periodo estivo sono sempre più spesso causati dai fulmini. Un fenomeno legato anche al cambiamento climatico".
Le funzioni del bosco
Il bosco, ricorda David, ha quattro funzioni principali. "La prima è quella protettiva, la più importante in Ticino, poi c'è quella legata alla ricchezza della biodiversità e del paesaggio, quella legata allo svago e quella produttiva, strettamente legata alle azioni intraprese per valorizzare i primi tre aspetti". Proprio per garantire queste funzioni a lungo termine "è necessario sviluppare un nuovo Pfc", ha precisato David.
Il problema legato agli ungulati
In contrasto ai vari problemi, tra cui gli incendi, le autorità cercano di ringiovanire i boschi del Cantone. Ma qui entra in gioco un altro fattore: l'eccessivo numero di ungulati. "In più parti del Cantone il numero di ungulati, penso soprattutto ai cervi, supera la soglia tollerabile". Di conseguenza, spiega l'esperto, "ci sono intere superfici boschive che vengono trattate per avviare il rinnovamento naturale, il cui sviluppo viene interrotto dagli animali che mangiano le giovani piante". E contemporaneamente, "crescono le specie neofite invasive che non vengono toccate dagli ungulati, causando grossi problemi".