Franchigia
"Furbetti della spesa", sarà l'intelligenza artificiale a decidere chi fermare in dogana
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Redazione
3 giorni fa
L'applicazione Deep Pass Scan, sviluppata da Franzosini in collaborazione con Ezdatacenter, "sostituirà i controlli doganali tradizionali, basandosi sull'IA e l'analisi predittiva". Il Ceo Marco Tepoorten: "Una tecnologia sviluppata per rispondere alle esigenze di un commercio sempre più rapido e dinamico".

"Deep Pass Scan rappresenta un punto di svolta nella lotta contro i cosiddetti 'furbetti della spesa' e il contrabbando di merci commerciali". Con queste parole Franzosini Sa, storica azienda di trasporti e spedizioni internazionali, annuncia l'applicazione, sviluppata in collaborazione con Ezdatacenter Sa, che "rivoluzionerà la dogana e sostituirà i controlli tradizionali, basandosi sull'intelligenza artificiale e l'analisi predittiva". Marco Tepoorten, CEO di Franzosini, spiega che l'azienda "ha sviluppato questa tecnologia per rispondere alle esigenze di un commercio sempre più rapido e dinamico. Se la semplificazione doganale è la strada scelta dal Parlamento e dalle autorità, ci assicureremo che avvenga in modo efficiente, garantendo allo stesso tempo il massimo rispetto delle normative.”

"Un'alternativa necessaria"

L'innovazione, viene spiegato in una nota, "arriva in un momento di profondi mutamenti nel sistema doganale svizzero. Con l’accorpamento delle dogane e delle guardie di confine, la Svizzera sta progressivamente riducendo il numero di funzionari specializzati nel controllo delle merci. Secondo dati recenti, nei valichi di Neuchâtel e Jura, su 60 impiegati attivi, solo 2 sono ancora specializzati nelle procedure doganali per le merci. Questo fenomeno si sta verificando in tutta la Svizzera, con una chiara tendenza verso un valico più automatizzato e meno orientato al controllo diretto delle dichiarazioni", precisa l'azienda, specificando che "inoltre, tenendo conto che gran parte del corpo doganale è ormai impegnato a fermare il traffico turistico per verificare il limite della franchigia, si è reso necessario studiare delle alternative che sostituiscano i funzionari". Questo ulteriore spostamento delle risorse verso il controllo dei viaggiatori "ha contribuito a ridurre ancora di più la capacità della dogana di gestire in maniera efficiente il traffico merci, aumentando la necessità di soluzioni tecnologiche avanzate come Deep Pass Scan".

Verso l'ingresso nell'Unione Doganale europea?

La svolta definitiva, continua a spiegare Franzosini, "è arrivata con l’approvazione, all’inizio di marzo 2025, di una serie di semplificazioni doganali da parte del Parlamento svizzero". Le nuove misure, nel dettaglio, "hanno introdotto la possibilità di dichiarazioni ridotte o addirittura minime, con successiva trasmissione dei dati in un secondo momento, basando il sistema doganale sempre più sulla fiducia e sempre meno sui controlli diretti". Secondo alcuni osservatori, "questa evoluzione lascia intendere che la Svizzera stia già preparando il terreno per un possibile ingresso nell'Unione Doganale europea. Con una dogana sempre meno strutturata, la Confederazione potrebbe presto dover adottare il sistema tariffario e le normative europee per necessità tecnica, piuttosto che per una scelta politica deliberata". Da qui "la decisione di anticipare il futuro, sviluppando un sistema che digitalizza completamente il processo doganale e lo affida all’intelligenza artificiale". Anche perché "la digitalizzazione delle procedure di sdoganamento è un obiettivo di lungo termine per Bruxelles, e la Svizzera, causa la mancanza di funzionari, potrebbe trovarsi obbligata ad aderire in futuro all'Unione Doganale".

Test pilota a Chiasso e Stabio

I primi test di Deep Pass Scan "sono già stati avviati presso i valichi di Chiasso e Stabio, con un tasso di successo superiore al 98%. I conducenti che hanno utilizzato il sistema hanno potuto attraversare la dogana senza dover compilare alcuna dichiarazione cartacea e senza essere soggetti a controlli approfonditi". Mentre le aziende di logistica e trasporto che hanno partecipato alla sperimentazione "hanno accolto con favore l’iniziativa, sottolineando come questa innovazione possa ridurre i costi operativi e i tempi di transito". Tuttavia, "i sindacati doganali esprimono preoccupazione, temendo che l’assenza di un controllo diretto delle merci possa aumentare il rischio di importazioni irregolari e di evasione fiscale".

Come funziona l'app

Deep Pass Scan, questo il nome dell'applicazione, rappresenta "una soluzione innovativa che si adatta sia al traffico merci che a quello passeggeri". Ma come funziona? "Sfruttando l’uso avanzato di intelligenza artificiale e riconoscimento facciale, questa tecnologia è in grado di analizzare in tempo reale l’affidabilità di un conducente, sia nel traffico commerciale o turistico, e determinare se un autista e il suo carico possano attraversare il confine senza controlli fisici o dichiarazioni doganali tradizionali". Per quanto concerne il traffico passeggeri, inoltre, "l'applicazione dispone di una variante dedicata anche ai privati, in risposta alle recenti modifiche legislative riguardanti le franchigie doganali sugli acquisti oltre confine. La riduzione della soglia di esenzione IVA a 150 franchi ha generato polemiche e confusione tra i consumatori, rendendo necessario un sistema che aiuti a monitorare e gestire la conformità fiscale in modo semplice ed efficace". Questa versione "utilizza la tecnologia di riconoscimento facciale per identificare chi ha effettuato acquisti all’estero e determinare automaticamente se la somma superi la franchigia prevista". In questo modo, viene sottolineato, "il processo di controllo diventa più rapido e trasparente, evitando lunghe code ai valichi e garantendo il rispetto delle normative vigenti". Il sistema "è stato progettato per integrarsi perfettamente con i nuovi flussi logistici digitalizzati e permettere un’elaborazione dei dati in tempo reale". Insomma, scrive Franzosini, "con il nuovo approccio, il passaggio delle merci diventa più rapido, meno burocratico e conforme alle nuove direttive legislative che puntano a una riduzione delle verifiche fisiche".

"Una svolta nella gestione doganale svizzera"

L’introduzione di Deep Pass Scan "segna un punto di svolta nella gestione doganale svizzera". Questo perché, continua la nota, "la riduzione del numero di doganieri esperti e le nuove semplificazioni legislative fanno pensare che il Governo stia progressivamente preparando il sistema a una dogana basata sulla fiducia, in cui i controlli fisici saranno sempre meno frequenti. L’obiettivo dichiarato dalle autorità è di ridurre drasticamente i tempi di attesa alle frontiere, semplificare il lavoro delle aziende di trasporto e logistica e garantire un flusso più rapido delle merci". Tuttavia, "le implicazioni di un tale sistema potrebbero portare la Svizzera a perdere il controllo diretto sulle proprie frontiere economiche. È proprio in questo contesto e in previsione di questi cambiamenti che Franzosini ha creato ed elaborato Deep Pass Scan, anticipando le esigenze di un sistema doganale sempre più orientato alla semplificazione che alla digitalizzazione". L’azienda ha sviluppato questa soluzione "per garantire che la transizione verso un modello automatizzato non avvenga senza adeguati strumenti di controllo e sicurezza, offrendo al contempo un processo innovativo che renda più fluido il transito delle merci nel rispetto delle normative vigenti".

"Nessun margine per eludere le regole"

L'implementazione di Deep Pass Scan "segna anche la fine per i cosiddetti 'furbetti della spesa' e per il contrabbando di merci commerciali. Grazie alla sua capacità di identificare chi ha effettuato acquisti all’estero e di verificare automaticamente il rispetto delle franchigie doganali, l’app garantisce una maggiore trasparenza e conformità alle normative. Le aziende e i privati non avranno più margini per eludere le regole, poiché per ogni passaggio verrà scansionato il volto, ogni transazione verrà registrata e verificata in tempo reale, riducendo drasticamente le possibilità di frodi o dichiarazioni errate". Questo perché "se fino a pochi anni fa il controllo delle merci era affidato esclusivamente a funzionari specializzati, oggi il processo sta rapidamente evolvendo verso un modello interamente digitale e basato sulla fiducia". Per questo, conclude Franzosini, "l'applicazione rappresenta una svolta epocale, ma solleva domande cruciali: la Svizzera sarà in grado di mantenere la propria indipendenza doganale in un sistema sempre più automatizzato?". Una domanda che al momento resta senza risposta, ma l'azienda, nel frattempo, "continua a sviluppare soluzioni innovative per un mondo sempre più connesso e automatizzato".