Parlamenti giovanili
I ragazzi più interessati alla politica? "Sono quelli che ne parlano a casa e si informano"
Immagine Ticinonews
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Redazione
un giorno fa
Per la prima volta, un ticinese è alla testa della Federazione svizzera dei parlamenti giovanili. Ticinonews ha intervistato il 18enne Adriano Conte.

Qualcuno potrebbe ritenere i termini "giovani" e "politica" incompatibili. Eppure, gli esperimenti che provano a coinvolgere maggiormente ragazze e ragazzi in politica non mancano. Tra questi ci sono i parlamenti giovanili, piattaforme in cui giovani anche e soprattutto minorenni discutono di questioni pubbliche a livello cantonale, regionale e comunale. Dell'ottantina circa presenti in Svizzera, 63 parlamenti giovanili aderiscono a una Federazione svizzera. Ai vertici di quest'ultima, ora, c'è anche un po' di Ticino: Adriano Conte, 18enne già presidente del Consiglio cantonale dei giovani, di recente è stato eletto co-presidente. È la prima volta che un ticinese ottiene questo ruolo.

Occhio critico

Conte è entrato nel Consiglio cantonale dei giovani attorno ai 15 anni. "La cosa bella di questo organo è che ho incontrato molte persone che avevano preferenze diverse dalle mie", racconta Conte, intervistato in diretta a Ticinonews. "Questo mi ha anche permesso di sviluppare un occhio critico e un interesse per aree per le quali magari non ero portato naturalmente".

Il ruolo delle famiglie

Spesso si lamenta uno scarso interesse da parte dei giovani nei confronti della politica. Per Adriano Conte si tratta tuttavia di un luogo comune. "In questi anni ho incontrato molti giovani che erano interessati. Sicuramente alcuni non lo sono, però questo lo si può purtroppo dire anche per molti adulti". Secondo il nostro interlocutore, la partecipazione politica dei giovani si costruisce soprattutto a casa. "I ragazzi crescono e vengono educati nelle famiglie. Se la famiglia già di per sé non è interessata, non legge i giornali, non discute di politica, poi è raro che il figlio si avvicini alla cosa pubblica. Io ho notato che i ragazzi più interessati sono quelli che crescono in famiglie in cui la domenica si discute di politica, si ascolta la radio e si guarda il telegiornale, con  un'esposizione quasi quotidiana a questi temi".

"Tutto è politica"

Ma il co-presidente della Federazione svizzera dei parlamenti giovanili parla di politica con i coetanei? "Con alcuni sì, con altri meno", risponde Conte. "E con altri dipende anche molto dai temi. I giovani tendono a essere molto legati a degli argomenti: c'è chi è più interessato al clima, chi ai trasporti, chi ad altre questioni che sentono vicine. Si ha però sempre l'occasione di discutere di politica, anche perché come ricordano i filosofi greci, tutto è politica. Parli di strade? Stai parlando di politica".

Nessuna casacca

A soli 18 anni, questo studente che vorrebbe fare l'avvocato sembra quindi avere le idee in chiaro. Su un aspetto però preferisce ancora attendere. "No, non ho ancora individuato un partito da seguire. Penso comunque che questa sia una bella opportunità che dà il Consiglio cantonale dei giovani rispetto alle gioventù di partito", osserva Conte. "Un parlamento dei giovani non è legato a un partito e quindi raccoglie ragazzi che provengono da tutto lo spettro politico, capaci quindi pure di cambiare idea in base al tema.  È una libertà che garantisce maggiore rappresentatività".