
Una lieve diminuzione del numero di incidenti (3'901 nel 2024 rispetto ai 3'965 del 2023), ma un aumento di quelli mortali, passati da 7 a 18. Sono alcune delle cifre diffuse oggi relative al bilancio delle attività della Polizia cantonale lo scorso anno. Ma l’incremento degli incidenti mortali è da ricondurre all’età media della società? Secondo il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi si tratta di un fenomeno che non tocca solo il Ticino, ma riguarda tutta la Svizzera. “Con l’invecchiamento della popolazione abbiamo conducenti della terza e anche della quarta età. Ci sono diversi sinistri che non sono dovuti a disattenzioni, bensì a malori dei conducenti”, afferma Gobbi ai microfoni di Ticinonews. “Queste situazioni devono farci riflettere nell’ambito dei controlli e delle verifiche mediche a cui vanno sottoposti i conducenti dal punto di vista dell’attenzione: non solo sulla prontezza nella reazione, ma anche sullo stato fisico in generale, perché un malore alla guida può avere un impatto molto più grave su terzi che sulla stessa persona”.
"Elevato standard di sicurezza pubblica n Ticino"
Passando a un'altra delle voci del bilancio, ovvero il numero di reati, “dopo la fase Covid, in cui il dato era fortemente diminuito perché ci si spostava meno e anche i movimenti transfrontalieri erano inferiori rispetto a quelli attuali, si è sostanzialmente tornati agli anni pre-pandemici, dal 2017 al 2019”, prosegue Gobbi. Secondo il direttore del DI, è importante rilevare che pur essendo un cantone di frontiera “il Ticino garantisce – a differenza di altri – un elevato standard di sicurezza pubblica". Se si prendono in considerazione le cifre sui reati violenti, infatti, “siamo ampiamente sotto la media nazionale. C’è quindi un buon presidio del territorio, che porta ad avere una minor incidenza di questi crimini".
I prossimi passi
Guardando al futuro, dal punto di vista organizzativo e strutturale il rapporto sulla polizia ticinese permetterà di chiarire la divisione dei compiti tra polizia cantonale e comunali. L’obiettivo “è di continuare a garantire questo elevato standard di sicurezza pubblica, ma anche gestire e impiegare le risorse per essere più efficienti”, conclude Gobbi.