
Introdurre un referendum obbligatorio per la sottoscrizione di trattati internazionali da parte del Governo federale. È quanto chiede l'iniziativa popolare federale “Per la democrazia diretta e la competitività del nostro Paese – No a una Svizzera membro passivo dell’UE (Iniziativa Bussola)”, presentata oggi da un comitato interpartitico in occasione del lancio della campagna. A farne parte Paolo Caroni (il Centro), Andrea Censi (Lega dei Ticinesi), Lara Filippini (UDC), Fabio Schnellmann (PLR) e Amalia Mirante (Avanti con Ticino & Lavoro).
Chi decide delle norme valide in Svizzera
"La questione su chi debba decidere in merito alle norme valide in Svizzera è un tema cruciale e i relatori e le relatrici di oggi dimostrano che non è una questione di destra o sinistra", ha esordito l'imprenditore Marcel Erni, aprendo la conferenza stampa. "Avere al tavolo personalità politiche diverse provenienti da partiti diversi ma che insieme sostengono questa iniziativa è un chiaro segnale a tutta la Svizzera”.
Attenzione alla Svizzera italiana
Quale regione di frontiera la Svizzera italiana dipende fortemente dalle relazioni con l'UE. E il comitato interpartitico vuole portare l'attenzione alle particolarità economiche regionali e alle preoccupazioni della popolazione. "“La libera circolazione delle persone con l’UE ha portato al Ticino salari bassi, precarietà e concorrenza sleale", ha sottolineato Amalia Mirante (Avanti con Ticino&Lavoro). "Il Ticino ha pagato il prezzo più alto dai precedenti accordi. Con l’iniziativa popolare Bussola chiediamo una cosa semplice: che sia il popolo a decidere sui trattati internazionali che condizionano la nostra vita e il nostro lavoro. Il futuro del Ticino e della Svizzera dobbiamo deciderlo noi, non Bruxelles”.
Scongiurare un’adesione passiva all’UE
Secondo il comitato l'accordo quadro attualmente in discussione riduce il margine di manovra della Svizzera e porta alla ripresa di regolamentazioni complesse e burocratiche. “Il libero mercato, il potere decentralizzato e il nostro federalismo sono fattori fondamentali per il successo e la stabilità della Svizzera", ritiene Fabio Schnellmann. "Se vogliamo cedere a Bruxelles potere decisionale, allora serve il consenso di Popolo e Cantoni.” Anche Lara Filippini teme un’eccessiva influenza da parte dell’UE: “Con l’Iniziativa Bussola diciamo NO alla svendita della nostra sovranità a Bruxelles: riaffermiamo con forza che solo Popolo e Cantoni possono decidere sul destino del nostro Paese. Non possiamo piegarci al volere di burocratici o giudici stranieri”.
Preservare la democrazia diretta
Secondo il comitato in questo contesto la difesa della democrazia diretta è un aspetto fondamentale: “L’Iniziativa Bussola rafforza i diritti popolari e protegge la democrazia diretta svizzera, garantendo che siano sempre il Popolo e i Cantoni a decidere su questioni fondamentali", sottolinea Paolo Caroni. "Chi è convinto della bontà di un trattato internazionale non dovrebbe temere il giudizio democratico del Popolo e dei Cantoni: è proprio questo il cuore della nostra sovranità".