
Rendere le città più accessibili alle persone autistiche e alle loro famiglie. È questo l’obiettivo di “La città che include”, il progetto promosso dalla fondazione ARES (Autismo Risorse e Sviluppo) già attivo a Bellinzona, Locarno e Lugano, e ora adottato anche da Mendrisio e Chiasso. Un’iniziativa concreta che punta sulla formazione degli esercenti e sulla creazione di spazi più accoglienti. “Sono progetti importanti che vanno ad aumentare quella che è la sensibilità sull’argomento e renderlo sempre più visibile”, spiega Barbara Sorce, co-presidente di Autismo Svizzera e mamma di un ragazzo autistico. “Allo stesso tempo si tratta di formare gli operatori in modo che siano sensibili sull'argomento e possano gestire delle situazioni in cui potrebbero essere a contatto con questi utenti. La città che include o attività inclusive sono la direzione giusta per poter costituire un ambiente sempre più inclusivo e sensibile su questa tematica e permettere l’integrazione sempre maggiore sia delle famiglie che dei diretti interessati”.
Si è già fatto molto
Progetti e iniziative che negli anni hanno portato a una maggiore consapevolezza sul tema, conferma il direttore della Fondazione ARES, Claudio Cattaneo: “Da un lato ci sono diagnosi sempre più precoci, che permettono di intervenire prima. Tramite diverse iniziative di sensibilizzazione si parla inoltre tanto di autismo, anche si può fare sempre di più a livello di informazione e conoscenza. Ma sono 28 anni in fondazione e devo dire che la situazione è cambiata molto”.
Far parte della comunità
Inclusione significa anche creare ambienti in cui le persone possano sentirsi parte della comunità, spiega Francesca Gerosa, supervisore educativo ARES: “Qui alla fondazione Ares ci sono sia bimbi piccoli, che ragazzi adulti. Per loro è fondamentale trovare dei contesti inclusivi. Questo aiuta a stare meglio, a trovare dei modi di funzionare per vivere serenamente i contesti sociali in cui sono”.
Le sfide
Sul piano pedagogico, restano tuttavia ancora molte sfide: “Rispetto al rapporto gruppale, sono bimbi che in alcune situazioni richiedono la necessità di avere un affiancamento individuale degli adulti, I contesti sociali sono contesti che non hanno un rapporto 1 a 1. Le scuole si trovano in difficoltà a gestire e creare delle condizioni efficaci di apprendimento. Il nostro scopo è favorire il poter imparare ad avere dei comportamenti adeguati a stare nel contesto di gruppo”.