
Ieri sera il Gran Consiglio ha fatto dietrofront sul taglio da 10,5 milioni ai sussidi di cassa malati. Con 45 voti favorevoli la maggioranza del plenum ha sostenuto il rapporto di maggioranza che chiedeva di approvare l’iniziativa del Centro. Non si andrà quindi al voto popolare. Ma da un punto di vista pratico, questo cosa comporta? “Nei prossimi giorni dovremo rivedere la parte informatica, in modo da ricalcolare quelle circa 11'000 decisioni che vanno rifatte”, spiega a Ticinonews il direttore dell’Istituto delle assicurazioni sociali Sergio Montorfani. “Si tratterà poi di ristampare queste nuove conclusioni e spedirle ai beneficiari, ma anche alle loro casse malati, affinché queste possano, a loro volta, rifare le fatture già emesse da gennaio”. Così facendo “nel giro di 2-3 settimane tutti potranno avere finalmente quanto dovuto secondo la volontà del Parlamento”.
“2-3 settimane per rivedere tutte le decisioni”
Il taglio ai sussidi andava a toccare soltanto le famiglie con figli. Globalmente “sono circa 30-35'000 le persone interessate dal riconteggio”. Ma non tutti gli individui toccati dalla misura avevano già ricevuto la decisione, “perché evidentemente in questo periodo dell’anno si accumulano moltissime richieste e non riusciamo a evaderle tutte insieme". Una buona parte, circa l’85-90%, "erano già state prese, ma ci restano ancora alcune migliaia di pratiche arrivate nelle ultime settimane che devono essere prese in considerazione”, precisa Montorfani. E in merito alle tempistiche stimate per fornire le nuove decisioni e, quindi, elargire il sussidio “sappiamo, in base all’esperienza già fatta l’anno scorso, che nel giro di 2-3 settimane dovremmo riuscire a rivedere tutte le scelte”.
Un sistema “molto generoso” in Ticino
Una spesa, quella dei sussidi, cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni. “Questo è il grosso tema in discussione anche a livello politico, perché in Ticino abbiamo un sistema molto generoso che si adegua automaticamente all’andamento dei premi”. Un aumento del 10% “corrisponde a un incremento del 10% dei sussidi, e in concreto sono circa 40 milioni all’anno in più ogni volta”. Si discute infatti molto a livello politico di un possibile cambiamento del sistema di calcolo…“Ci sono molte soluzioni fattibili. I Cantoni sono 26 e hanno altrettanti sistemi diversi. Ci sono quelli più semplici ma meno sofisticati e che quindi creano più ingiustizie, mentre altri come il nostro sono molto sociali e generosi. Richiedono però una raccolta estremamente raffinata delle informazioni e una verifica caso per caso del diritto e questo, da un punto di vista amministrativo, è molto impegnativo”. Alla fine, però, “abbiamo un risultato sicuramente apprezzato, perché si va ad aiutare veramente le persone e le famiglie che più ne hanno bisogno”.