Ticino
Tattarletti: "Il caso TPC toglie tempo al lavoro, ma siamo soddisfatti"
Redazione
21 ore fa
Nonostante l’uscita di tre giudici dal Tribunale penale cantonale, il bilancio complessivo del Tribunale d’appello per il 2024 è positivo. Parola del suo presidente Giovan Maria Tattarletti, che sottolinea una riduzione delle pendenze, ma anche lo scarso tasso di successo dei ricorsi contro le decisioni del Tribunale.

I media l’hanno chiamato “caos Tpc”. Nel suo rendiconto 2024 il Tribunale d’appello usa il termine “turbolenze”. Al di là delle parole, resta il fatto che tre giudici su cinque hanno lasciato il Tribunale penale cantonale, costola del Tribunale d’appello. Eppure, quest’ultimo traccia un bilancio positivo dell’anno passato. Gli incarti finiti sulle scrivanie del Tribunale d’appello sono stati 3'796, mentre i casi giudicati 3'941. Per il quinto anno di fila, i casi pendenti si riducono sempre più. Ma non è solo questione di quantità. I giudizi resi sono di qualità, sottolineano da Palazzo di giustizia. Prova ne sarebbero i pochi ricorsi accolti dal Tribunale federale contro decisioni del Tribunale d’appello: lo scorso anno erano poco meno del 7%.

Alcune preoccupazioni

Il 2024 non è però stato solo a tinte rosa. Oltre al già citato caos Tpc, spiccano alcune preoccupazioni. Tra queste il carico di lavoro per la Prima camera civile, che ha sul groppone 235 cause pendenti. Un dato che rappresenta un peggioramento per il quinto anno di fila. Una situazione a cui quest’anno si proverà a rimediare con alcuni avvicendamenti. Preoccupazione anche per la Corte di appello e revisione penale: le sue giacenze sono in calo, ma c’è il timore che con le attuali forze a disposizione in futuro non si riesca a stare al passo. Poi c’è il Tribunale amministrativo, per il quale il rendiconto parla di “situazione insoddisfacente”. Qui, “le cause pendenti corrispondono a circa 15 mesi di entrate”. Per approfondire questa e altre tematiche abbiamo intervistato Giovan Maria Tattarletti, presidente del Tribunale d’appello.

Che cosa sta succedendo al Tram?

“In realtà non abbiamo parlato di un anno insoddisfacente, anche al tram le pendenze sono diminuite ulteriormente, come negli ultimi quattro anni. Quello che è insoddisfacente è la situazione contingente che c’è: è comunque un tribunale che ha molte entrate, che presenta ancora purtroppo molte pendenze (che a poco a poco vengono diminuite), ma resta il fatto che ci sono queste pendenze. I tempi di evasione sono piuttosto lunghi. Questo non può soddisfare, quindi occorre fare ulteriori sforzi per abbattere queste giacenze e ridurre i tempi di evasione”.

Però si tratta di un problema strutturale…Mancate di forze lavoro?

“È una cosa legata all’andamento anche storico, con periodi di forti entrate. Un potenziamento c’è stato alcuni anni fa, che ha richiesto un po’ di tempo per iniziare a dare i suoi frutti. Questi frutti si vedono a poco a poco. Lo scorso anno abbiamo terminato l’evasione di tutti i ricorsi concernenti il piano sui rustici fuori zona e adesso cercheremo di fare in modo di migliorare ulteriormente”.

Non possiamo non tornare sul noto caso del Tpc. La gestione di questa vicenda impegna anche diversi membri del Tribunale d’appello. Questa ha un impatto sull’operatività del Tribunale?

“Non si può negare che non ci sia un impatto. Oltre al sottoscritto, penso al collega Damiano Stefani che, oltre a essere vicepresidente e membro della Commissione amministrativa, è anche presidente del Consiglio della Magistratura. Ci sono poi gli altri colleghi che fanno parte della Commissione amministrativa, che per svolgere queste funzioni devono sottrarre del tempo all’attività primaria di giudice nelle rispettive camere, sezioni, corti e tribunali. Va sottolineato che malgrado questo impegno supplementare, nel complesso il Tribunale ha avuto un buon risultato complessivo. Avrebbe forse potuto essere ancora migliore, laddove queste energie fossero state incanalate in questa attività primaria”.

Come sta procedendo la selezione del sostituito di Mauro Ermani? Si parlava a gennaio di 3-4 mesi, ora siamo in aprile…

“Per quanto mi risulta, la procedura sta avanzando. Sono stati sentiti i candidati. Ci dovrà essere un rapporto della Commissione di esperti, che poi passerà in Commissione giustizia diritti e poi arriverà davanti al Parlamento. Penso che la tempistica prevista di maggio-giugno potrà essere mantenuta”.