
Non più 490 milioni, bensì oltre 720. È l'incremento dei costi registrato dal progetto tram-treno del Luganese. Un aumento che non ha lasciato indifferente l'Associazione traffico e ambiente (Ata), che "ha appreso con grande meraviglia e profonda preoccupazione" la notizia. Un rincaro, specifica in una nota, "di quasi il 50%". Per questo l'auspicio è che "vengano chiarite in dettaglio le ragioni di tale sorpasso, in particolare quali elementi e quali tratte del progetto hanno subito l’aumento e i relativi nuovi importi, e che l’informazione alla popolazione sia fatta nel segno della massima trasparenza".
"Bisogna fermarsi e rivedere il progetto"
A questo punto, continua l'Ata, "il finanziamento dell’opera non è affatto certo e dovrà essere rivisto con apposite nuove richieste di crediti, sia a livello federale che cantonale (ma che incideranno anche sui conti dei Comuni). In questi 20 anni il progetto non è avanzato molto, ha dovuto essere pubblicato due volte (3 crediti in Gran Consiglio), ha visto un interminabile indegno processo di concorsi per i mandati di progettazione, costellato di ricorsi e controricorsi in atto da anni". Per questo l’Ata "ritiene che sia giunto il momento di fermarsi e rivedere il progetto nato disfunzionale una ventina di anni fa, che presenta una nuova tratta di attraversamento del Piano del Vedeggio su viadotto, una nuova fermata a Cavezzolo, dispendiosa in termini finanziari e di territorio, e una costosissima fermata in caverna sotto la stazione di Lugano". Il progetto "va aggiornato alle esigenze che si sono manifestate negli ultimi anni, con la forte crescita dell’utenza del trasporto pubblico da quando abbiamo istituito la comunità tariffale e Tilo, soprattutto con l’orario 2021, quindi la necessità di mantenere la linea di collina, che è di fondamentale importanza anche per garantire una ridondanza in caso di problemi alla nuova linea in galleria, ridondanza che come abbiamo visto con l’incidente alla galleria di base del Gottardo è da considerare prioritaria nel progetto".
Tre proposte "imprescindibili" per risparmiare
In questo contesto, l’Ata "ribadisce tre proposte che aveva già fatto in passato, ma che ora diventano imprescindibili alla luce del necessario contenimento dei costi e che oltretutto permettono di integrare la linea di collina, tratta fondamentale per la forte crescita dell’utenza e per garantire la ridondanza, quindi per migliorare il progetto in termini di capacità e di sicurezza d’esercizio". La prima riguarda "la rinuncia alla costruzione della costosa e inutile fermata sotterranea, con tanto di pozzo e scale mobili, 50 metri sotto la stazione FFS di Lugano. Per raggiungere quest’ultima va benissimo la linea esistente che, a conti fatti, non impiega più tempo". La seconda "è di mantenere l’attraversamento del piano (potenziandolo con un secondo binario) e la fermata Bioggio Molinazzo nella posizione attuale, rinunciando a costruire un nuovo viadotto, non necessario e addirittura invasivo per il paesaggio". La terza, infine, riguarda il fatto di "riprendere in considerazione l'allacciamento verso la rete ferroviaria esistente, fra Taverne e lo scalo merci di Bioggio, che potrebbe tranquillamente servire i luoghi dove c'è maggior concentrazione di aziende, evitando le trincee e i sottopassi previsti nel progetto attuale". Tre modifiche che "permetterebbero di risparmiare una cifra equivalente ai 200 milioni di sorpasso senza ridurre la qualità dell’opera, ma migliorandola". Non solo, perché nella nota firmata da Bruno Storni, presidente dell'Ata Svizzera italiana, "si coglie l’occasione per rilanciare la proposta di utilizzare il cunicolo di sicurezza del nuovo tunnel Bioggio – Lugano per una pista ciclabile. Ciò causerebbe sì un aumento dei costi, stimato tra 10-20 milioni, a fronte però di una nuova offerta (interessante e opportuna per la mobilità del futuro) che, se inserita nel Programma di agglomerato, avrebbe buone chances di essere cofinanziata dalla Confederazione".