
Un colpo di scena ha ribaltato il processo previsto ieri a Bellinzona contro l’ex impresario edile che, nel gennaio 2024, aveva lanciato vernice rossa sulla porta dell’ufficio del sindaco Mario Branda, causando un danno di 400 franchi. Stando a quanto anticipato dal Corriere del Ticino, il giudice della Pretura penale, Manuel Bergamelli, ha infatti deciso di abbandonare il procedimento, dichiarandolo formalmente nullo per vizi procedurali. Il motivo? La querela non è valida, in quanto firmata solo dal segretario comunale Philippe Bernasconi, e non dal Municipio in rappresentanza del Comune, vero proprietario dell’edificio danneggiato. Come ha spiegato il giudice, l’ufficio del sindaco, seppur occupato da Branda, non è proprietà personale, bensì comunale. Da qui l’inammissibilità della denuncia. La Città di Bellinzona potrà ora decidere se ricorrere alla Corte dei reclami penali: se il ricorso sarà accolto, il caso tornerà sulla scrivania della Pretura. Nel frattempo, l’ex impresario, già noto per aver inoltrato diversi ricorsi contro decisioni del Consiglio comunale, si è detto per nulla sorpreso dalla decisione: "Lo sapevo che il procedimento sarebbe stato abbandonato. Questo dimostra, ancora una volta, che c’è qualcosa che non funziona nell’amministrazione", ha spiegato al foglio di Muzzano. Resta quindi aperta la possibilità che la vicenda giudiziaria non sia finita qui.