Tananai, è la prima volta che sconfini?
“Si, tra l'altro è la prima volta che vengo in Svizzera.
Quindi sono molto curioso, me ne hanno parlato tutti molto bene. Il pubblico
svizzero è bello caldo, quindi non vedo l'ora”.
Raccontaci che cosa vedremo sul palco del Padiglione Conza?
“Vedremo la versione spero migliore di me, con più
esperienza per quanto riguarda i concerti. Ho avuto la fortuna di fare diversi
tour e anche concerti grossi. Mi rimetto in una dinamica da club, che mi manca
tanto perché è da un po' di tempo che non ci vado. Personalmente li adoro,
senti la vicinanza con le persone in un altro modo, c'è la possibilità di
cantarsi in faccia. C’è una parte più passionale, viscerale. Spero di farla
meglio di come ho fatto la prima volta che ci sono andato. C'era inesperienza,
emozione e tutto insieme, spero che sia un bel mix di queste due cose”.
C'è una bella citazione sul tuo comunicato dove si dice
che vedremo un Tananai più maturo, consapevole, capace di unire questa maturità
con il divertimento musicale, la profondità di linguaggio. In termini più
concreti e normali come ti ridefinisci?
“La vedo coerente, in parole mie direi semplicemente che
sono un ragazzo che fa musica e so essere più introspettivo, più meditabondo ma
al contempo mi voglio divertire e tirare fuori anche quel lato di me che penso
faccia parte della mia personalità”.
Come sei sul palco? Canti e basta o comunichi col
pubblico?
“Comunico anche, per me è molto importante, la comunicazione
è parte anche del mio modo di esprimermi. Non tanto per spiegare le canzoni o
raccontarle perché non sono un grande fan della spiegazione. Questo anche
perché molte volte riscopro dei significati più profondi e belli che danno le
persone ascoltando le mie canzoni che non davo io. Quindi non mi piace guidare,
mi piace di più essere guidato. Però parlo anche troppo a volte”.
Quanto durerà il concerto?
“Un’ora e mezza circa di pura musica, poi ovviamente qualche
chiacchiera salterà fuori”.
Parliamo del repertorio. Solo l'album Calmocobra oppure
anche canzoni del tuo passato discografico?
“Andiamo anche un po' indietro nel tempo perché ascolto
molto quello che mi dice il mio pubblico attraverso i cartelloni o messaggi in
direct. So che vogliono anche altre canzoni più vecchie che rispecchiano un me
più piccolo in cui si rivedono molto”.
Il Tananai più vero e autentico dove pensi di averlo
messo nel tuo repertorio?
“Tanto anche nelle canzoni più spinte. Tendenzialmente
quello che faccio senza pensarci è nei periodi molto attivi di felicità,
positivi, tendo ad essere più introspettivo per bilanciare un po' questa cosa.
Il contrario invece nei periodi più riflessivi, faccio cose più spinte”.
Cosa ti aspetti dal pubblico ticinese?
“Di sicuramente iniziare in orario, devo stare attento. Mi
hanno parlato tutti molto bene del vostro calore quindi mi aspetto una seconda
Napoli”.
In genere quando si fa un concerto sul palco si lascia
sempre qualcosa di sé, tu cosa vuoi lasciare?
“Spero di lasciare la voglia di tornare ad un altro mio
concerto, il fatto di non essere per forza sazi, di essere curiosi di venire
ancora e di avere un rapporto. Quando si ha un rapporto bello con una persona
quando vi salutate dite "ho voglia di rivederla", quella cosa lì,
ecco”.