L'intervista
Tananai in Ticino: "Mi aspetto una seconda Napoli per il calore del pubblico"
Redazione
un giorno fa
C'è grande attesa per il concerto di Tananai, che arriverà venerdì al Padiglione Conza di Lugano. Una tappa che fa parte del suo "Calmo Cobra European Tuor", che vede l'artista esibirsi per la prima volta al di fuori dei confini italiani. Con lui abbiamo parlato del suo repertorio, di quello che possiamo aspettarci dal concerto e cosa si aspetta lui dal pubblico ticinese.

Tananai, è la prima volta che sconfini?
“Si, tra l'altro è la prima volta che vengo in Svizzera. Quindi sono molto curioso, me ne hanno parlato tutti molto bene. Il pubblico svizzero è bello caldo, quindi non vedo l'ora”.

Raccontaci che cosa vedremo sul palco del Padiglione Conza?
“Vedremo la versione spero migliore di me, con più esperienza per quanto riguarda i concerti. Ho avuto la fortuna di fare diversi tour e anche concerti grossi. Mi rimetto in una dinamica da club, che mi manca tanto perché è da un po' di tempo che non ci vado. Personalmente li adoro, senti la vicinanza con le persone in un altro modo, c'è la possibilità di cantarsi in faccia. C’è una parte più passionale, viscerale. Spero di farla meglio di come ho fatto la prima volta che ci sono andato. C'era inesperienza, emozione e tutto insieme, spero che sia un bel mix di queste due cose”.

C'è una bella citazione sul tuo comunicato dove si dice che vedremo un Tananai più maturo, consapevole, capace di unire questa maturità con il divertimento musicale, la profondità di linguaggio. In termini più concreti e normali come ti ridefinisci?
“La vedo coerente, in parole mie direi semplicemente che sono un ragazzo che fa musica e so essere più introspettivo, più meditabondo ma al contempo mi voglio divertire e tirare fuori anche quel lato di me che penso faccia parte della mia personalità”.

Come sei sul palco? Canti e basta o comunichi col pubblico?
“Comunico anche, per me è molto importante, la comunicazione è parte anche del mio modo di esprimermi. Non tanto per spiegare le canzoni o raccontarle perché non sono un grande fan della spiegazione. Questo anche perché molte volte riscopro dei significati più profondi e belli che danno le persone ascoltando le mie canzoni che non davo io. Quindi non mi piace guidare, mi piace di più essere guidato. Però parlo anche troppo a volte”.

Quanto durerà il concerto?
“Un’ora e mezza circa di pura musica, poi ovviamente qualche chiacchiera salterà fuori”.

Parliamo del repertorio. Solo l'album Calmocobra oppure anche canzoni del tuo passato discografico?
“Andiamo anche un po' indietro nel tempo perché ascolto molto quello che mi dice il mio pubblico attraverso i cartelloni o messaggi in direct. So che vogliono anche altre canzoni più vecchie che rispecchiano un me più piccolo in cui si rivedono molto”.

Il Tananai più vero e autentico dove pensi di averlo messo nel tuo repertorio?
“Tanto anche nelle canzoni più spinte. Tendenzialmente quello che faccio senza pensarci è nei periodi molto attivi di felicità, positivi, tendo ad essere più introspettivo per bilanciare un po' questa cosa. Il contrario invece nei periodi più riflessivi, faccio cose più spinte”.

Cosa ti aspetti dal pubblico ticinese?
“Di sicuramente iniziare in orario, devo stare attento. Mi hanno parlato tutti molto bene del vostro calore quindi mi aspetto una seconda Napoli”.

In genere quando si fa un concerto sul palco si lascia sempre qualcosa di sé, tu cosa vuoi lasciare?
“Spero di lasciare la voglia di tornare ad un altro mio concerto, il fatto di non essere per forza sazi, di essere curiosi di venire ancora e di avere un rapporto. Quando si ha un rapporto bello con una persona quando vi salutate dite "ho voglia di rivederla", quella cosa lì, ecco”.

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